Lutto
Grandi Archistar al Lido per rifare Bussoladomani
Lo annuncia il sindaco Del Dotto nella lettera aperta inviata ad Adolfo Lippi il regista e scrittore che ha raccontato in un libro avvincente la vita di Bernardini
LIDO. Alessandro Del Dotto scrive questa lettera aperta ad Adolfo Lippi. Lo fa in occasioni della presentazione del libro che il regista e scrittore ha scritto sulla Bussola.
« Ti faccio le mie congratulazioni per la presentazione del Tuo libro. Il titolo, come ti direbbe un camaiorese, “m’intrippa”: attendo con avidità di poter leggere le parole di chi ha vissuto e toccato con mano la terra della Versilia quando ancora le sue glorie illuminavano le serate dei litorali e delle TV nazionali.
«La dimensione Versilia, in effetti, è stata quella su cui si è sviluppato il successo dell’idea di Sergio Bernardini che, da semplice intuizione, diventò un punto di attrazione di primissimo rilievo, sia per il mondo dello spettacolo che per il mondo del turismo ad esso legato.
Ed è ancora in questa dimensione che va interpretata la rinascita della Bussola.Tuttavia, va fatta una duplice premessa.Parlare di Bussola non deve essere il semplice sintomo di quella malattia che qualcuno chiama “mi ‘riordo”, bensì deve essere il criterio guida attraverso la consapevolezza che solo un’esperienza unitaria, o tale interpretata, può dare di nuovo buoni frutti per il futuro della nostra terra.
«Lido di Camaiore, come area centrale della Versilia (come ben aveva intuito Sergio Bernardini) – continua il sindaco Del Dotto – accarezza ancora l’idea di poter ospitare e fare da ventre per la crescita e il compimento di questa embrionale idea di rinascita della Bussola. Siamo davanti alla consapevolezza che Lido, in particolare, debba regalare alla Versilia quel pezzo di identità che si incastona nel gioiello che si stende lungo la costa.
«Non da ultimo, mentre qualcuno si è spinto a parlare di PalaCongressi finanziati con soldi pubblici ma realizzati su proprietà private, Camaiore mette sul piatto aree totalmente pubbliche che - oltre ad avere un inestimabile valore economico - garantiscono che i soldi pubblici restino alla comunità versiliese.
«Mi sto sbilanciando verso il futuro. Capitemi, sono un trentenne: quando iniziavo a capire qualcosa del mondo, la Bussola non c’era più nemmeno fisicamente. Alla mia generazione e a quelle successive resta un sogno, ma di questi tempi non è poco. Anzi».
Del Dotto lancia la sua ideaa. «Potreste pensare all’area di piazza Brodolini- piazza Castracani-Arlecchino come ad una immensa superficie da rigenerare, lasciando il posto a una grande struttura da qualche migliaio di posti per grandi eventi, proprio di faccia al mare (e, per Dio, nel rispetto della visione cartolinistica del Piano Paesaggistico targato Marson), con parcheggi sottorranei e il viale Colombo che ci scivola sotto. Potreste pensare al parco del Magazzeno come un’area naturalisticamente ricostruita per diventare un immenso anfiteatro generato dai movimenti di terra che, conservando la natura di cassa di esondazione, all’occorrenza diventa luogo per mega-raduni e vive, quotidianamente, di percorsi, chioschi e impianti sportivi, collegato con una passerella ciclo-pedonale alla cittadella del Carnevale e servito da una miriade di parcheggi esistenti e da una viabilità autostradale prossima e funzionale che già esiste. «Fra pochi mesi – annuncia Del Dotto – vareremo il concorso di idee per disegnare quel volto, sperando nella partecipazione di qualche sapiente mano che ha firmato grandi progetti internazionali. Dopo, rivolti anche ai Comuni della Versilia, ci metteremo alla ricerca di finanziamenti europei.Poi, la gara per la concessione di costruzione e gestione, fatta con chi ha competenza e professionalità nel mondo dei lavori e con chi fa con noi una scommessa per vedersi ripagato dai ricavi della gestione e non (com’è già accaduto, in prescrizione…) con la vendita di parcheggi o immobili.
«Caro Adolfo, la tua testimonianza e le tue riflessioni ci saranno preziose per dare di nuovo le ali al sogno di una Versilia che non parla solo il russo o il dialetto toscano».
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