Lutto
Tempesta in Versilia: danni anche alla Pieve di Michelangelo
Seravezza: le forti raffiche di vento hanno scoperchiato il tetto della chiesa il cui rosone è attribuito al maestro del Rinascimento
SERAVEZZA. È come se la natura avesse tentato di cancellare anche la traccia più significativa che Michelangelo Buonarroti ha lasciato in Versilia. La testimonianza più preziosa della sua presenza sulle montagne di Seravezza, attirato dal marmo bianco della cava Trambiserra: il rosone centrale della chiesa San Martino a La Cappella. Che tre anni fa ha rischiato di crollare insieme a tutta la Pieve romanica, e che qualche giorno fa la tempesta di vento ha messo a dura prova.
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Se oggi la chiesa di Michelangelo non fosse un cantiere aperto avrebbe il tetto ancora in parte scoperchiato: la ditta che sta effettuando il restauro ha anche rimesso a posto la copertura dell’edificio. La tempesta non ha risparmiato neppure la canonica adiacente, casa di Don Hermes Luppi. Su quella però, a sostituire circa 100 embrici ci ha pensato lo stesso Don Hermes: è salito sul tetto e ha fatto tutto da sé.
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«Ho approfittato di queste giornate di bel tempo – ci racconta il parroco - Purtroppo è successo come a molte famiglie: sul tetto della chiesa San Martino la tempesta ha smosso diverse tegole. Il lavoro era stato appena concluso». La chiesa Michelangelo è infatti sottoposta da circa un anno a molti interventi di restauro. La rottura di una catena dell’arcata centrale aveva rischiato di farla collassare su se stessa. A causa anche del cedimento del terreno sottostante. Il costo del restauro si aggira intorno agli 800 mila euro, e ancora ci sono diversi lavori da fare. «La ditta ha impiegato un giorno intero per rimettere a posto il tetto – continua Don Hermes. Se gli embrici non fossero stati fissati con un procedimento particolare, grazie ad un listello di rame piegato che li tiene agganciati uno all’altro, sarebbe stato molto peggio». Così, la pieve costruita (e successivamente ampliata) intorno all’anno Mille potrà ancora continuare a proteggere la creazione attribuita a Michelangelo.
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Ma le chiese danneggiate sono anche altre. Il parroco di Ripa e Strettoia, Don Roberto, ha fatto una stima approssimativa delle due sue parrocchie. Spera di riuscire a rientrare nelle 100 mila euro di spesa. «La chiesa di Ripa è quella più disastrata – ha spiegato Don Roberto. Ho fatto un preventivo e i primi lavori, altrimenti pioveva dentro». Oltre alle tegole è infatti saltato via il massetto e la carta catramata. «Solo l’apside – prosegue Don Roberto - costerà 10 mila euro: il tetto parte lato Viareggio è tutto disastrato». Poi c’è pure la canonica di Strettoia dove è volata via la lattoneria con le tegole, e il movimento del vento ha troncato i travicelli imbarcando il tetto della sagrestia. Don Roberto spera nell’assicurazione che copre le due strutture, e - come tutti - nelle risorse che dovrebbero arrivare dallo Stato. Infine è toccata anche alla piccola chiesa di Cerreta S. Antonio, dove il tetto è stato scoperchiato, e saranno i volontari del paese a rimboccarsi le maniche.
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