Il Tirreno

Versilia

Rimossa dal tetto la cuspide da 450 chili

di Valentina Landucci
Rimossa dal tetto la cuspide da 450 chili

Ma le operazioni di messa in sicurezza del campanile di Santa Croce sono solo all’inizio: trentamila euro i costi dei primi interventi

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CAMAIORE. La gru è entrata in azione poco dopo le 8 di mattina. Alle 10,30 circa il primo tentativo di rimuovere la cuspide in rame del campanile dal tetto della chiesa dove il vento, fortissimo, l’ha fatta precipitare: un proiettile incuneato tra le tegole che ha sfondato il tetto e si è fermato sulla volta sopra l’altare del santuario camaiorese.

E il primo tentativo va in porto: studiata al millimetro l’operazione di recupero della copertura del campanile, 450 chili di rame, riesce senza complicazioni. I rischi erano tanti: una manovra sbagliata o un errore di valutazione rispetto al posizionamento della punta del campanile avrebbero potuto far cedere il tetto. «Bisogna fare i complimenti alla ditta intervenuta che ha saputo bilanciare bene l’intervento» ha commentato Don Damiano Pacini, Priore di Camaiore. Sul posto tecnici e operai della ditta complesse le operazioni che sono state messe in atto da parte della ditta Massimo Taddei. La grossa gru per la rimozione della cuspide è invece arrivata da Genova. Coinvolta anche la ditta di Sergio Coos di Firenze per il recupero delle campane.

La cuspide trasformata in proiettile dalla tempesta di vento che ha messo in ginocchio al Versilia nella notte tra mercoledì 4 e giovedì 5 marzo, era diventata uno dei simboli dei questo disastro. «In questi giorni tantissimi sono venuti a fotografarla - racconta ancora Don Damiano, che ricorda benissimo la notte della tempesta - mi hanno chiamato perché nella zona del campanile era stato udito un colpo fortissimo. Sono uscito al buio, con il vento: erano le cinque di mattina. Abbiamo cercato di capire cosa era successo senza curarci dei rischi che in realtà si stavano correndo». Don Damiano è stato uno dei tanti ad avventurarsi di notte nella tempesta per cercare di verificare i danni o salvare il salvabile dalla furia del vento. E alle persone colpite dal maltempo ha inviato un messaggio: «Non fatevi strappare la speranza dai cuori - ha detto - come direbbe Papa Francesco perché tutto ci ricostruisce. Sarà importante la coesione e lo stretto rapporto con le istituzioni. Mi auguro che le istituzioni siano vicine alle persone e in particolare a chi ha avuto danni nei luoghi di lavoro, come le serre, per le quali l’accaduto è un vero dramma».

La caduta del tetto del campanile ha fortemente lesionato l’intera torre campanaria. Oltre ai danni evidenti nella parte alta c’è l’indebolimento della struttura meno stabile senza il suo “cappello”. Per questo il lavoro di messa in sicurezza, cominciato con la rimozione della cuspide, in realtà è solo all’inizio e avrà costi consistenti. Almeno 30.000 euro la prima stima degli uffici del Priore: solo la grande gru utilizzata in queste ore nella zona costa 150 euro al giorno. Ma è chiaro che l’intervento non poteva essere rinviato per la stabilità della chiesa e ancora di più per quella del campanile miracolosamente rimasto in piedi. «Speriamo di riuscire a far fronte a queste spese un po’ con l’assicurazione un po’ con l’aiuto dei volontari - conclude Don Damiano - poi quando troveremo i soldi necessari vedremo di ristrutturare».

Le operazioni di messa in sicurezza hanno richiesto la chiusura parziale di via Oberdan, strada molto trafficata in particolare al mattino a Camaiore, e di via 4 Novembre, una delle strade tra le più caratteristiche del centro storico della città. Qualche disagio, inevitabilmente, si è venuto a creare per gli automobilisti ed i residenti.

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