Sicurezza
Il Comitato di Valdicastello: vogliamo tutti i dati sul tallio
«Non possiamo accettare il silenzio del Comune e degli enti di controllo su questa vicenda Il sindaco deve rendere nota la relazione di Gaia o faremo intervenire i nostri legali»
PIETRASANTA. Un silenzio assordante. Che fa male. «La nostra comunità è sbigottita, preoccupata, ma più che mai intenzionata a conoscere tutta la verità, anche se dobbiamo prendere atto della mancata presa di posizione da parte di tutti i referenti, politici e degli organi di controllo. Chiediamo al sindaco Domenico Lombardi di rendere nota la relazione dove Gaia ammetterebbe di essere venuta a conoscenza del tallio, alla sorgente Molini, nel 2013, ben un anno prima che esplodesse pubblicamente l’emergenza».
Il Comitato di Valdicastello punta l’indice contro Istituzioni ed enti e reclama chiarezza dichiarandosi pronta a coinvolgere i propri legali. «La tolleranza e la pazienza non vanno scambiate per rassegnazione: la gente di Valdicastello non grida, ma passo dopo passo i suoi obiettivi li raggiunge. Quanto pubblicato nei giorni scorsi da Il Tirreno è sconvolgente: si parla di una relazione scritta, consegnata al Sindaco ed oggi nelle mani della Procura, dove il direttore di Gaia, Paolo Peruzzi, ammette che contrariamente a quanto detto inizialmente, qualcuno a Gaia sapeva del tallio già nel 2013 e che della questione fosse a conoscenza anche Arpat che , a sua volta, aveva sollecitato un ricontrollo del valore anomalo – pari a 12 microgrammi per litro, ndr -. Asl, tramite Ida Aragona, direttrice del dipartimento di prevenzione, fa invece riferimento ad una fotocopia scannerizzata, ricevuta sempre nel 2013 da Arpat di un articolo dei ricercatori dell’Università di Pisa dove si parlava della presenza di tallio, ma che questo non era stato sufficiente per fare scattare una procedura di controllo. Questo scrive Il Tirreno e né Gaia, né Arpat, né Asl e neanche il Comune prendono posizione, smentiscono, commentano o entrano nel merito. E questo silenzio in risposta noi di Valdicastello non lo possiamo accettare: ci hanno sempre detto, tutti i vari referenti, che del tallio sono venuti a conoscenza nel settembre 2014. Oggi una relazione direbbe il contrario: noi vogliamo sperare che non sia vero, che bambini, anziani e cittadini di Valdicastello non abbiano bevuto acqua contaminata per oltre un anno o forse, come cominciamo a temere, per più anni. Non vogliamo neppure pensare per un momento che qualcuno ci abbia mentito o che per superficialità o altro non si sia andati a fondo di quel valore anomalo riscontrato due anni fa. Ma questo silenzio in risposta, come detto, ci inquieta e ci allarma. E ci fa pensare al peggio» evidenziano dal Comitato.
«Il prossimo 19 marzo è fissato un incontro sulle problematiche inerenti al tallio che vedrà partecipare tutte le diverse componenti, dal Comune ad Asl: nell’occasione – aggiungono da Valdicastello – chiederemo a Lombardi di leggerci la relazione di Gaia o di consegnarcela. Se si rifiuterà faremo richiesta di accesso agli atti tramite i nostri legali: la gente vuole sapere cosa ha bevuto in questi anni e il Sindaco e chi amministra hanno il dovere di rendere note comunicazioni che riguardano la salute di tutta una comunità».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
