I bimbi di Forte esorcizzano la paura con una poesia
FORTE. La Focata di Sant’Ermete di quest’anno sarà fatta con i rami dei pini caduti per ricordare e far ricordare agli ospiti estivi ciò che è avvenuto nei giorni scorsi in questo fazzoletto di terra...
FORTE. La Focata di Sant’Ermete di quest’anno sarà fatta con i rami dei pini caduti per ricordare e far ricordare agli ospiti estivi ciò che è avvenuto nei giorni scorsi in questo fazzoletto di terra versiliese. L’ha annunciato, ieri, il consigliere delegato Italo Bibolotti. Non è ancora chiaro se la focata si terrà in piazza Garibaldi, dove si sta per aprire il cantiere di ristrutturazione del Fortino, ma in tutti i casi saranno i pini ad ardere nell’anno del fortunale per esorcizzarne la paura e il ricordo. E anche i bimbi hanno scritto una poesia per cancellare la loro paura: sono gli allievi della seconda B della scuola primaria “Carducci”, che con l’aiuto della loro insegnante, hanno composto una poesia per dimenticare la terribile notte del 5 marzo, in cui un vento cattivo ha trasformato il loro paese. A renderla nota è l’assessore Rachele Nardini.
“Vento cattivo.. Vattene via/ - recita la poesia degli alunni della seconda B - Ci sono già troppi pini caduti sulla via/ Vento Cattivo. Torna lassù proprio dove c'era il cielo più blu../Vento Cattivo.. Sparisci in fretta che voglio tornare a passeggiare in bicicletta../Vento Cattivo.. Mi hai fatto tanta paura durante la notte più scura! / Vento Cattivo.. Perché sei venuto?/Anche se qui nessuno ti ha voluto? Il tuo lugubre lamento mi ha dato tanto sgomento./Ora che sei passato, è il sereno è tornato”. Vento Cattivo../ Sparisci per sempre via lontano dalla mia mente!/. Ed ecco i giovani oeti: Cristian Bacci, Ettore Balderi, Michele Francesco Barberi, Tommaso Franco Barsanti, Luca Camerini, Pietro Coluccini, Edoardo Galleni, Tommasi Ghilarducci, Viola Leonardi, Clara Mattei, Giada Percanzino, Elisabetta Raffone, Andrea Ricci, Adelepilar Sanchez- Martin, Nicole Andrea Schiavone, Alessandro Tabarrani, Lorenzo Valcauda, Leonardo Venturi e Desiree Viti.
Angelo Petri
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