Il dolore
Pontile di Lido, crollano tutte le accuse
Ma sull’ex Bussoladomani ci fu corruzione: condannati il dirigente del Comune Castellacci e due imprenditori privati
CAMAIORE. Crollano tutte le accuse sulle presunte tangenti pagate per la realizzazione del pontile di Lido di Camaiore. La sentenza dei giudici del tribunale di Lucca nel maxi-processo sulla corruzione smantella - vuoi per la prescrizione, vuoi perché non è stato commesso il fatto - buona parte dell’impianto accusatorio della Procura. Lasciando in piedi soltanto la vicenda del recupero (mai partito) dell’ex Benelli-Bussoladomani. Vicenda per cui sono stati condannati a due anni, per i reati di corruzione e turbativa d’asta, il dirigente del Comune di Camaiore Claudio Castellacci e i dirigenti del Consorzio Stabile di Milano Lorenzo Scarpellini e Eugenio Pozzi. Sempre per questa vicenda, ma soltanto per il reato di turbativa d’asta e non per la corruzione, è stato condannato a otto mesi l’imprenditore Stefano Varia. Assolti, invece, tutti gli altri imputati coinvolti nel processo.
La vicenda dell’ex Benelli. Secondo la Procura, Castellacci aveva favorito il Consorzio Stabile nella gara pubblica per la riqualificazione urbanistica dell’area ex Bussoladomani. Lo avrebbe fatto ricevendo incarichi di consulenza tramite la St Engineering (società intestata al figlio Francesco) e dietro pagamento di 23.000 euro, che sarebbero stati versati su un conto della stessa società St. Il progetto di recupero, tuttavia, non è mai partito. Per la stessa vicenda sono stati assolti Francesco Castellacci, Maurizio Mitola e Riccardo Chiti.
Le accuse cadute per il pontile. A finire al macero è l’intero pacchetto di imputazioni relative al pontile di Lido, alla realizzazione dei poli scolastici di Capezzano e Lido (progetti questi effettivamente realizzati) e agli altri incarichi per la manutenzione del verde pubblico. Nel dettaglio, per quanto riguarda la vicenda pontile, niente corruzione (causa prescrizione) per il dirigente Claudio Castellacci e l’imprenditore Stefano Varia, presidente della società Pontile project che era finita nel mirino per le presunte tangenti pagate al dirigente comunale. E niente falso ideologico per Varia, Brunello Pardini e Giuseppe Bicicchi (i tre imprenditori della Pontile project), il segretario comunale Giuseppe Testa e il progettista Livio Radini. Sempre per la vicenda pontile, sono stati assolti dall’ipotesi di truffa e abuso edilizio perché il fatto non sussiste - come richiesto anche dal pm Fabio Origlio - Varia, Bicicchi e Pardini.
Gli altri verdetti. Per la vicenda dei poli scolastici di Capezzano e Lido, per cui erano finiti sotto accusa sia Castellacci che i dirigenti del Consorzio Unieco Luigi Guidetti e Gianpaolo Ferrari - i privati che avrebbero tratto dei vantaggi nell’operazione - è stata dichiarata la prescrizione per lo stesso Castellacci e Guidetti, mentre Ferrari è stato assolto per non aver commesso il fatto. Claudio Castellacci e Barbara Rovai sono stati assolti dall’accusa di peculato (legato al presunto utilizzo del telefono del comune di Camaiore) perché il fatto non sussiste. La Procura aveva chiesto nei loro confronti la condanna. Il tribunale ha inoltre modificato l’accusa nei confronti di Mario e Riccardo Chiti e di Claudio Castellacci per i presunti lavori svolti nel 2008 all’abitazione della famiglia Castellacci: con questa modifica la corruzione è estinta per prescrizione. Infine, l’accusa mossa a Castellacci e all’ingegnere Radini per presunti incarichi professionali affidati dal dirigente comunale al libero professionista, è caduta per prescrizione (relativa ai fatti prima del 2005) e perché il fatto non sussiste (dopo il 2005). Entro 90 giorni verranno fornite le motivazioni della sentenza.
@matteotuccini
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