Sicurezza
Otto mesi a Varia per turbativa d’asta
L’imprenditore: assurdo, la stessa sentenza dimostra che per sette anni ho patito accuse ingiuste
CAMAIORE. «Sono amareggiato, perché da un lato il tribunale ha accertato che non ci furono ombre sulla costruzione del pontile. Dall’altro mi vedo condannare per una gara pubblica da cui sono stato escluso».
Così Stefano Varia commenta la sentenza del maxi-processo. Che lo ha visto condannato a otto mesi per turbativa d’asta, mentre tutte le altre accuse - a partire dalla corruzione - sono cadute.
«Finalmente - spiega l’imprenditore - il tribunale ha accertato la mia completa estraneità rispetto ai fatti di corruzione e falso ideologico sia per il pontile che per Bussoladomani. Cosa che ho sempre affermato e dimostrato nel corso dei cinque anni di processo».
«Tutta la vicenda del pontile - prosegue Varia - si è rivelata per quello che era: una macroscopica montatura politica organizzata dall’opposizione, al solo scopo di demolire l’immagine della precedente amministrazione comunale e degli imprenditori che avevano realizzato l’opera. Nessuna corruzione c’è stata».
Varia ha annunciato che sta valutando possibili richieste di risarcimento danni nei confronti «di chi ha organizzato questa montatura».
«Sono comunque sereno - prosegue l’imprenditore - e sono certo che dimostrerò in appello la mia completa estraneità rispetto all’unica e marginale accusa rimasta a mio carico, relativo all’ex Bussoladomani. Appare evidente come sia ridicolo che io sia stato ritenuto responsabile di turbativa d’asta, quando per gli stessi fatti sono stato pienamente assolto dal reato di corruzione. Peraltro - prosegue - è ancora più sconcertante per il fatto che io ho partecipato alla gara di Bussoladomani, e sono stato escluso dall’ingegner Castellacci e dal Comune di Camaiore che hanno aggiudicato l’appalto al Consorzio Stabile di Milano». A Varia è stato contestato un viaggio a Milano, dallo stesso Consorzio che si aggiudicò la gara: «Ma sono semplicemente andato a chiedere lavoro - spiega - dopo che ero stato escluso dalla stessa gara. Peraltro, tra me e loro non c’è alcun contratto né accordo scritto. Mi sento becco e bastonato, insomma, perché io quel reato non l’ho commesso».
Varia, insomma, farà appello «per dimostrare la mia piena innocenza, dopo anni in cui mi sono sentito rivolgere accuse di tutti i tipi per quell’opera, il pontile, che oggi tutti ci invidiano».
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