Sicurezza
Controlli a Forte sui falsi giardinieri
Dopo l’allarme sui prezzi ora c’è quello sul personale Molti non qualificati si offrono per sistemare tetti e piante
FORTE DEI MARMI. «Senta signora, avete fatto bene a dare l’allarme: è vero che c’è gente che ha aumentato i prezzi. Ma attenzione: la cosa peggiore è che ci sono anche tante persone che si offrono per lavorare nei giardini e sui tetti ma non hanno la professionalità e i titoli per farlo: e se poi fanno danni chi paga?». Sergio Baldi ha appena letto il giornale e ha deciso di chiamare in redazione per “rincarare la dose” su quella che è l’ultima delle emergenza, in ordine di tempo, che si trovano ad affrontare i versiliesi danneggiati dalla tempesta di vento. Baldi è titolare della Techno Eco Ambiente di Strettoia e di professione fa proprio quello che serve in questi giorni in versilia: rimuove piante pericolose. Con tutte le certificazioni che servono per gru, motoseghe e compagnia cantante. «Per togliere un albero dal tetto - dice - io chiedo 1500 euro come ho sempre chiesto e faccio il lavoro a regola d’arte». Ma quello che ha visto in giro in Versilia in questi giorni è un’altra cosa: l’anarchia. «Chiunque si presenta per fare lavori, è pericoloso» commenta mettendo in guardia i cittadini.
Quello della sicurezza è insieme al tema dei costi il nuovo fronte dell’emergenza maltempo.In una villa a Forte dei Marmi, ieri, hanno smaltito tre pini ad un costo di 5 mila euro. Un esempio di quello che il sindaco, Umberto Buratti, ha definito senza mezzi termini sciacallaggio. Ma sono ancora molti i giardinieri onesti. Così come magazzini edili, o strumenti per giardinaggio cheb non hanno aumentato alle stelle i prezzi. Tutti d’accordo sul libero mercato, ma gonfiare troppo i prezzi – secondo i professionisti del settore – è un furto.
Per tagliare e smaltire (anche la ciocca) un pino ci vogliono al massimo 800 euro. La cifra può lievitare soltanto se in casi estremi si deve fare uso di una grossa gru. Abbiamo domandato ad un giardiniere che si occupa da 25 anni della manutenzione di giardini a Forte dei Marmi, Maurizio Pedonese. «Ho saputo da un amico fidato che in una villa, per 3 pini, hanno preso 5 mila euro. Mi sembra un po’ eccessivo – esordisce - Ho una villa con 18 pini a terra, e allora quanto gli dovrei chiedere al proprietario?». Qual è la spesa media ad albero? «Per un pino ci vogliono 700 euro circa, compreso lo smaltimento. Al massimo 800, se è enorme. Se poi ci vuole la gru con il cestello per lavorarci intorno, quelle più grosse a noleggio costano sulle 180 euro l’ora. Ma qui si tratta di emergenze, e non in tutti i casi c’è bisogno di una gru». Ovvero solo dove le piante sono pericolanti e sempre sui tetti delle case. «Io credo che ci siano anche giardinieri venuti da fuori – prosegue Maurizio Pedonese - Ma far lievitare i prezzi in questo modo è per noi, che campiamo di questo lavoro tutti i giorni, un pericolo». Otre al pericolo che corrono i privati cittadini che hanno il bisogno di liberare giardini e case dalle piante: «Bisogna vedere se improvvisano questo mestiere, se hanno le assicurazioni necessarie – spiega il giardiniere – e se a fine lavoro emettono la fattura».
Anche tra i rivenditori del settore edilizio continuano a circolare le voci che ci sia qualche furbetto. Abbiamo chiesto ad un commerciante che ieri ha subito preso le distanze da chi ha speculato su questa tragedia. Si tratta del magazzino edile Vezzoni Stefano & C. Snc che si trova quasi a confine tra Pietrasanta e Seravezza. «Noi abbiamo mantenuto i soliti prezzi: le tegole a 60 centesimi l’una, e i colmi a 1 euro e 15» ci spiega Fabrizio Sandroni. E sono stati in particolare questi due i materiali maggiormente richiesti. «Noi non giudichiamo gli altri, possono fare ciò che vogliono – ha detto Sandroni, del magazzino edile Vezzoni Stefano & C. – ma ci teniamo a sottolineare che non siamo tra quelli che hanno aumentato i prezzi». E tra l’altro anche a loro sono stati danneggiati i tetti dei capannoni. «Per adesso lasciamo tutto lì e ci dedichiamo alla clientela – commenta Sandroni – e siamo riamasti aperti anche sabato scorso». Ma c’è qualche magazzino che ha fatto gli straordinari anche domenica. E nonostante ciò non si sono verificati problemi di approvvigionamento. «Soprattutto per quanto riguarda le merci pesanti (tegole e colmi) perché le fornaci ci hanno subito rifornito. Meno facile è stato l’approvvigionamento di coperture precarie e materiali leggeri in generale».
Tiziano Baldi Galleni
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