Il Tirreno

Versilia

La strage di Viareggio

Strage di Viareggio, in aula Della Valle e Montezemolo

Donatella Francesconi
Strage di Viareggio, in aula Della Valle e Montezemolo

L’esperienza della nascita di Italo nel rapporto con Mauro Moretti, all’epoca amministratore delegato di Ferrovie

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VIAREGGIO. Nuova udienza (stamani, mercoledì 11) per il processo alla strage di Viareggio ed entra con forza in aula il ruolo dell’oggi ex amministratore delegato del Gruppo Ferrovie, Mauro Moretti. A carico del quale - ad inizio 2014 - la Procura di Lucca ha modificato i capi di imputazione sulla base delle circostanze per cui lo stesso Moretti, in qualità di amministratore delegato di Fs, aveva «poteri apicali di indirizzo» che, di fatto, esercitava con «atti di concreta ingerenza nella gestione» delle altre società del gruppo, come Rfi e Trenitalia.

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A testimoniare quale fosse il comportamento di Moretti lungo i binari d’Italia sono chiamati oggi in aula Luca Cordero di Montezemolo, Diego Della Valle e Giuseppe Sciarrone, tutti protagonisti dell’avvio della concorrenza a Trenitalia nel settore dell’Alta velocità, con l’esperienza di Italo.

Nomi eccellenti, nell’industria ferroviaria italiana, a confronto nell’aula del Polo fieristico di Lucca dove si celebra il processo al disastro ferroviario più drammatico nell’Italia del dopoguerra, con i suoi trentadue morti, i feriti che ancora combattono con i postumi dei lunghi ricoveri, e la distruzione seminati tra le case a ridosso della ferrovia, in via Ponchielli e via Porta Pietrasanta.

I testimoni sono stati già ascoltati dall polizia giudiziaria (la Polfer che ha condotto le indagini per la Procura di Lucca) ed oggi risponderanno alle domande dei due pm (Giuseppe Amodeo e Salvatore Giannino), dei difensori degli imputati, dei legali dei familiari delle vittime, davanti al Collegio presieduto da Gerardo Boragine, affiancato dai colleghi Nidia Genovese e Valeria Marino.

Nel rispondere alle domande della polizia giudiziaria, Diego Della Valle si è così espresso: «Mi ricordo che tra me e me feci una valutazione personale di Moretti, definendolo molto competitivo, arrogante e pronto a qualunque tipo di combattimento». Per poi aggiungere, a verbale: «Se vogliamo un’Italia davvero migliore dobbiamo fare in modo che persone come Mauro Moretti vadano a casa...».

Con l’ultima udienza, il processo per il disastro ferroviario del 29 giugno 2009 è arrivato ad una svolta: la Procura ha rinunciato ad un gran numero di testimoni, dando un segnale di avere sufficienti elementi per accelerare l’iter giudiziario. Ora sta ai legali (di imputati e parti civili) riposizionare il proprio numero di testimoni e poi al presidente del Collegio (Tribunale di Lucca) ridefinire nel dettaglio il calendario delle udienze, tenuto anche conto della disponibilità o meno della struttura che ospita le udienze.

Da qualche tempo, in aula, disposte su trentadue sedie che rimangono vuote ci sono le magliette con impressi i volti di chi non c’è più. Monito alla ricerca di quella verità che Viareggio aspetta ormai da sei anni.

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