Finanza
Lesionate metà delle case
Primo bilancio a Forte. La promessa di Buratti: «Ripartiremo prima di Pasqua»
FORTE DEI MARMI. C’è un immagine emblematica in centro al Forte che pochi, nella baraonda generale, hanno colto: quasi una sintesi perfetta di quanto è accaduto. Un pino forte e rigoglioso che si è abbattuto con tutta la sua forza sul pattino di Virgilio Zarri nella pineta Falcone e Borsellino.
Il fortunale contro un’economia turistica, «che pur piegata – come ha detto ieri il sindaco Buratti - non è in ginocchio e sta reagendo a tutti i livelli».
A poco meno di una settimana dalla tempesta di vento della notte fra il 4 e il 5 marzo si può, comunque, già fare un bilancio più preciso dei danni riportati dal paese. Il primo in Versilia a tirare le somme anche se non definitive di quello che a tutti gli effetti è un colpo durissimo per l’intero territorio che chiede ora con forza il riconoscimento dello stato di calamità.
I dati provengono dalla task force dell’Ufficio lavori pubblici: il 45%, all’incirca 4.000 delle abitazioni di Forte dei Marmi sono state lesionate o dagli alberi caduti o a causa dei tetti scoperchiati dal fortissimo vento. Tutti i quartieri sono stati colpiti, da Vittoria Apuana a Roma Imperiale e poi la Caranna, il Centro e anche la Vaiana, seppure fortunatamente in modo minore.
I danni ai privati ammontano a circa 40 milioni di euro, senza contare il patrimonio arboreo abbattuto, il cui valore reale ma soprattutto d’immagine per una città turistica come il Forte è incalcolabile.
Buone notizie, finalmente, anche sul versante delle riattivazioni della rete Enel che segnano quota 60%, mentre le squadre dei tecnici stanno lavorando senza sosta sulla bassa tensione per completare i lavori di ripristino. L’energia è stata finalmente riattivata in via Melato, in buona parte di via Trento, di via Volta, di via Cavour, di via Versilia e di via Benedetto Croce, così come in via Milano, via S. Elme, via Trieste e via Raffaelli. Rimangono in attesa via Canova, via Gramsci, via S. Camillo, via Viani e via Civitali. In altre zone del Forte il servizio è a macchia di leopardo, perché come ha fatto rilevare i tecnici la rete elettrica a volte non coincide esattamente con quella stradale.
Ieri, pomeriggio, intanto, sono stati realizzati gli interventi per il taglio delle piante, finalizzati alla messa in sicurezza degli edifici e delle linee elettriche lungo via Fratelli Barberi, via Trento, via Donati e via Volta. Parallelamente, gli operai stanno procedendo ancora allo sgombero delle strade invase dai tronchi di pini messi ko dalle raffiche a oltre 120 chilometri orari.
Un intervento che costa circa 25mila euro al giorno, ragion per cui si stima, oggi, che il costo totale per il ripristino della viabilità e il trasporto del legname al punto di stoccaggio allestito con Ersu nell’area dell’ex Colonie al confine con il Cinquale, si aggirerà su un milione di euro.
Sempre in termini di cifre, sono circa 500 i pali della luce venuti giù, mentre i danni riportati dagli edifici comunali ammontano a circa 300.000 euro ai quali si devono aggiungere i 40.000 euro del Palasport di Vittoria Apuana, ancora inagibile.
I lavori per far fronte all’emergenza, aiutare i cittadini e le imprese danneggiate e rimettere in ordine la Forte dei Marmi delle vacanze vanno avanti a ritmi forzati. «Saremo pronti per le prossime festività pasquali!». E l’affermazione del sindaco di Forte dei Marmi, Umberto Buratti, è più che una promessa; è una vera sfida, raggiungibile solo se le “macchine” verranno spinte a tutta forza.
Così ieri lo stesso Buratti con un’ordinanza, ha autorizzato l’apertura full-time di tutti i cantieri, che potranno rimanere operativi da luce a luce, sette giorni su sette. Un’ulteriore spinta verso un ritorno alla normalità fortemente voluto da tutti.
«Credo che occorra lavorare senza sosta – ha dichiarato lo stesso sindaco - per recuperare quello che in una notte è andato distrutto. Per quanto riguarda il Forte vogliamo essere in grado di accogliere i nostri ospiti fin dalle prossime festività pasquali. Anzi, siamo sicuri di poterlo fare. E tutti gli sforzi devono andare in quella direzione. Non ci confà il ruolo di vittime e men che mai ci piace il turismo dell’orrore, come pure si è intravisto nello scorso week- end, con tanti venuti a vedere il disastro nelle vie del paese. Gli stabilimenti balneari fortunatamente non hanno subito danni massivi, così come superabili sono stati quelli riscontrati dagli alberghi. E anche le attività commerciali stanno rispondendo bene. La grande macchina turistica – ha concluso Buratti - sarà perciò pronta entro il mese di marzo per quella che per noi sarà una vera e propria resurrezione».
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