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Il dibattito: saltato il modello Versilia di protezione civile

Il dibattito: saltato il modello Versilia di protezione civile

SERAVEZZA. Il famoso, quanto prezioso, “modello Versilia” di Protezione civile è saltato. In mezzo ai giorni di fuoco del dopo uragano, questa è una delle poche certezze. «Volete sapere come ci...

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SERAVEZZA. Il famoso, quanto prezioso, “modello Versilia” di Protezione civile è saltato. In mezzo ai giorni di fuoco del dopo uragano, questa è una delle poche certezze. «Volete sapere come ci rapportavano con Enel sulla spinta delle centinaia di segnalazioni che arrivavano dai cittadini?», racconta Mauro Goduto, comandante della polizia municipale a Seravezza: «Avevamo a disposizione un numero di fax, al quale inviare i moduli delle segnalazioni...». Niente di più, con la speranza che di là dal fax qualcuno recepisse. Alla cieca.

Dentro un’emergenza che andava gestito - spiega Giuliano Pardini, responsabile Protezione civile per il Comune di Viareggio, «come fosse stato un sisma». A confermarlo è Piero Moscardini, quarant’anni di esperienza sulle spalle ai vertici della Protezione civile nazionale, che a Viareggio ed in Versilia si è trovato più volte ad operare: «L’emergenza che state vivendo è pari ad un terremoto e così andava gestito da chi opera sul territorio». Ma la politica nazionale sta modificando la Protezione civile: «La scelta è quella di tornare all’accentramento nelle mani dello Stato» del quale le Prefettura sono emanazione. «Ho ricevuto decine di messaggi dai versiliesi che conosco che mi hanno posto la stessa domanda: “Piero, perché non interviene la Protezione civile?”». Regione e Provincia di Lucca («che ho visto funzionare benissimo») avrebbero dovuto - continua Moscardini - «gestire in prima persona l’evento con la classificazione di “tip C”. Ovvero, così l’articolo 2 della legge 225/92, «un evento costituito dal verificarsi di calamità naturali, catastrofi o altri eventi che, per intensità ed estensione, debbono essere fronteggiati con mezzi e poteri straordinari. Emergenze che sono di gravità tale, da non rendere sufficiente l’intervento delle forze di Protezione civile della singola Regione in cui si sono verificate, ma richiedono la mobilitazione delle forze di Protezione civile a livello nazionale».

E non sarà un caso - ricorda Giuliano Pardini - se proprio la Toscana ha un “parco volontari” formati appositamente nell’uso delle motoseghe, che potevano entrare in campo. Non sull’emergenza antincendio per la quale vengono preparati, ma per quella vento che ha sconvolto la Versilia.

Mentre il Governo cerca di capire cosa vuole fare della risorse Protezione civile, i cittadini si sono ritrovati a sbrogliarsi la matassa da soli. Con gli Enti pubblici impegnati - scrive un cittadino (Mario Di Biase) sulla pagina Facebook del governatore Enrico Rossi, impegnati a «emettere ordinanze comunali quantomeno grottesche che invitano i cittadini a provvedere a loro spese a mettere in sicurezza case e giardini». (d.f.)

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