Il Tirreno

Versilia

Versilia, balneari imbavagliati davanti al ministero

Matteo Tuccini
I balneari imbavagliati di fronte alla sede del ministero dell'Economia
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I balneari imbavagliati di fronte alla sede del ministero dell'Economia

Viareggio: nel mirino i canoni troppo alti per alcune concessioni. Intanto il balneare triestino che protestò a San Pietro verrà giudicato da un tribunale vaticano: l'appello al Papa dei colleghi

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VIAREGGIO. Oltre 300 imprenditori balneari hanno partecipato a Roma al sit-in davanti al Ministero dell’Economia e delle Finanze a difesa degli stabilimenti balneari pertinenziali. Si tratta delle concessioni di spiaggia che hanno, al loro interno, dei beni (strutture e piscine) acquisiti dallo Stato. E che per questo motivo pagano un canone demaniale più elevato.

La manifestazione ha visto la partecipazione del Sib Sindacato Italiano Balneari/Confcommercio, Fiba Confesercenti e Cna Balneatori. I cui rappresentanti si sono imbavagliati per protesta.

Una delegazione di imprenditori è stata ricevuta a Montecitorio da Luigi Casero, viceministro al Ministero dell’Economia e delle Finanze e da Pier Paolo Baretta, sottosegretario al Mef, i quali hanno assicurato l’impegno da parte loro di costituire, entro la prossima settimana, un tavolo tecnico per trovare una soluzione condivisa e percorribile al problema dei canoni pertinenziali. Una soluzione che consenta anche alle 250 aziende coinvolte di mettersi al riparo dalla decadenza del titolo concessorio. Duemilacinquecento, secondo i sindacati, i posti di lavoro a rischio a causa delle richieste di canoni demaniali sproporzionati.

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Intanto Marcello Di Finizio, il balneare triestino che protestò contro la Bolkestein (e la messa all'asta dei bagni) salendo sulla cupola della basilica di San Pietro a Roma, rischia di finire sotto processo in Vaticano. Per questo motivo il leader Emiliano Favilla ha scritto una lettera addirittura a Papa Francesco.

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Scrive Favilla rivolgendosi al Santo Padre: "Sono un non credente marxista che prova molta stima per il messaggio che Lei diffonde in difesa dei più deboli, per chi fugge dalle guerre, dalla fame ed anche per chi si trova in situazioni finanziarie disperate, magari per non colpa sua come nel caso di un piccolo imprenditore demaniale: l'amico Marcello Di Finizio. Mercoledì 11 è previsto che Marcello venga giudicato da un tribunale della Santa Sede, nella città del Vaticano. Non ha fatto niente di grave anche se vi ha procurato molto fastidio salendo per cinque volte sulla Cupola di San Pietro. Peraltro Marcello, con quei gesti eclatanti, ha inteso perorare non solo la sua specifica e drammatica situazione, ma anche quella di 30.000 piccoli imprenditori familiari balneari e di tutto l'indotto manifatturiero collegato all'attività balneare, trascinato anch'esso in una grave situazione di crisi finanziaria e occupazionale".

"Per una direttiva Europea, la Bolkestein, che non dovrebbe nemmeno essere applicata a questo settore - prosegue Favilla - questi piccoli imprenditori rischiano di perdere, con l'introduzione delle ASTE, il proprio lavoro, e tutto quanto hanno costruito in tanti anni di attività, Tutto ciò pur avendo agito nel rispetto di regole e leggi precedenti. E' alto il sospetto in noi che dietro alla preteso di metterci all'asta per cacciarci in favore di altri, vi siano potenti forze economiche e malavitose che approfittando della "debolezza" dei vari governi Italiani che si sono succeduti in questi anni. Non so se questo messaggio scritto di getto, arriverà alla Sua attenzione, spero di si e mi auguro che possa attivare la sua indulgenza soprattutto per il piccolo imprenditore familiare Marcello Di Finizio".

 

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