Il Tirreno

Versilia

Dieci milioni di danni alle serre

Dieci milioni di danni alle serre

Gli agricoltori in difficoltà a reperire anche il nylon per riparare le strutture. A rischio le produzioni primaverili

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CAMAIORE. Serre scoperchiate, impianti elettrici e di irrigazione da rifare, centinaia, migliaia di piante rovinate dalla furia della tempesta.

Quello agricolo e florovivaistico in Versilia è indubbiamente il settore produttivo più danneggiato dalla tempesta di vento che ha sconvolto la Versilia nella notte tra mercoledì 4 e giovedì 5 marzo. Centinaia le aziende che hanno avuto problemi alle strutture e alle coltivazioni. La conta dei danni è, ovviamente, già cominciata. Come pure la “ricostruzione” con non poche difficoltà, però, per le imprese del settore: causa grande richiesta sembra scarseggi addirittura il nylon per ripristinare le coperture delle serre senza le quali le piante salvate dal vento rischiano di morire per il freddo.

Qui Coldiretti. Almeno 10 milioni di euro di danni all’agricoltura. Floricoltura e l’orticoltura i settori più colpiti. Danneggiate almeno 1 impresa su 2 in Versilia, secondo Coldiretti, con centinaia di serre e strutture scoperchiate che hanno paralizzato le attività in una fase decisiva per molte delle produzioni primaverili come lilium, le ortensie e le calle destinate al periodo pasquale. Ora è corsa contro il tempo per velocizzare le operazioni di copertura delle serre: a preoccupare gli agricoltori è un improvviso abbassamento delle temperature che avrebbe effetti devastanti su quel che resta delle coltivazioni che si sono salvate. È proprio Coldiretti a segnalare il fatto che ora manca anche il nylon per riparare le serre. L’associazione calcola in almeno un centinaio, a livello provinciale, le aziende agricole che hanno subito danni. «Il vento ha interessato un’area molto diffusa scoperchiando oltre 20 ettari di serre a cui dobbiamo aggiungere i danni strutturali e alle attrezzature come gli impianti di irrigazione e riscaldamento – commenta Cristiano Genovali, Presidente Coldiretti Lucca – Ora la vera sfida è cercare di provvedere, nel più breve tempo possibile, alla copertura del maggior numero di serre per salvare le produzioni orticole e floricole dalle gelate. Le temperature primaverili di questi giorni hanno evitato una catastrofe, ma se arriva all’improvviso il freddo…». Ma a ritardare i lavori di ripristino delle serre e delle coperture c’è la difficoltà di reperire il nylon vista la grandissima richiesta pervenuta negli ultimi giorni. Una corsa contro il tempo per scongiurare nuovi danni economici alle imprese. «Ora ci aspettiamo il riconoscimento dello stato di calamità naturale da parte del Governo – conclude Genovali – e l’attivazione di misure straordinarie per permettere alle famiglie e alle imprese di tornare alla normalità al più preso».

Qui Cia. Almeno una trentina, invece, le segnalazioni da altrettante aziende sulle quali è intervenuta Cia, la confederazione italiana degli agricoltori della Versilia, che già nei giorni scorsi aveva lanciato l’allarme e chiesto immediati interventi da parte delle istituzioni per sostenere le imprese danneggiate. Le aziende più colpite si trovano nella zona di Camaiore e Pietrasanta ma ci sono stati danni anche ad alcune imprese di Massarosa e Viareggio» spiega l’agronomo della Cia Massimo Gragnani che in questi giorni ha fatto visita agli associati danneggiati dalla tempesta di vento. Le situazioni sono diverse da azienda a azienda - continua - c’è chi ha avuto intere serre scoperchiate, con strutture e impianti lesionati e quindi tutte da rifare per danni che superano anche i 100mila euro e situazioni meno gravi ma comunque significative». I problemi alle strutture si ripercuotono inevitabilmente sulle colture. «Nel caso delle aziende del settore orticolo, ad esempio - spiega ancora Gragnani - in alcuni casi gli agricoltori avevano già provveduto a piantare pomodori e zucchine e hanno perso l’intero raccolto. Altri avrebbero dovuto farlo in questi giorni e molto probabilmente saranno costretti a ritardare i cicli produttivi per rimettere in piedi le strutture».

Gli aiuti. Le aziende stanno cercando di riorganizzarsi, con l’aiuto delle associazioni di ategoria ma anche, si spera con quello delle istituzioni. Segnali in questo senso sono arrivati dalla regione che, fin dai primi momenti dopo la tempesta, non ha sottovalutato la situazione del comparto agricolo e florovivaistico, in Versilia e nel resto della Toscana. Un’attenzione particolare confermata dalla presenza, ieri a Firenze, del ministro dell’agricoltura Maurizio Martina che con il governatore della Regione, Enrico Rossi, ha annunciato la disponibilità a mettere in campo misure di sostegno e aiuti concreti. Martina e Rossi hanno incontrato alcuni produttori della Versilia, ttra i più colpiti insieme ai colleghi del pistoiese. «Tra le misure che stiamo studiando – ha spiegato Rossi – figurano l'abbattimento completo degli interessi sui finanziamenti alle imprese, grazie all'intervento della Bei, la Banca europea degli investimenti. Poi c'è la possibilità di dilazionare di un anno il pagamento della quota capitale sui mutui già in essere. E ancora quella di concedere una deroga ai pagamenti dei contributi per i lavoratori del settore».

I florovivaisti presenti, molti dell'area pistoiese e alcuni della Versilia e della lucchesia, hanno sottolineato la necessità di ottenere aiuti urgenti in grado di sostenere una ripresa che si stava intravedendo e di reggere la concorrenza internazionale in un periodo di grande attività nel settore per garantire le consegne primaverili.

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