Il Tirreno

Versilia

Adesso manca solo l’ok allo stato di emergenza

di Angelo Petri
Adesso manca solo l’ok allo stato di emergenza

Il sottosegretario Silvia Velo: «Ci sono le condizioni per concederlo» Intanto continuano a far paura le piante abbattute sui versanti montani

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FORTE DEI MARMI. C’è una spada di Damocle pesantissima che grava sulla Versilia: il rischio di un’emergenza ancor più grave se, cambiando il meteo (nel week end potrebbero tornare, infatti, le piogge), un eventuale nubifragio trascinasse nei canali le alberature abbattute dal fortunale di giovedì mattina, creando un effetto diga dagli effetti catastrofici.

Di questo e d’altro si è parlato ieri con il sottosegretario all’ambiente, Silvia Velo, venuta al Forte per toccare con mano una situazione che sta evolvendosi di ora in ora. Un’emergenza questa che fa il paio anche con l’insofferenza crescente e le proteste delle migliaia di famiglie che in Versilia sono ancora senza energia elettrica.

L’occasione è stata quarto tavolo di confronto delle Autorità, al quale hanno preso parte il Sottosegretario all’Ambiente Silvia Velo, venuta appositamente in visita in Versilia, il Prefetto Giovanna Cagliostro, i rappresentanti dei Vigili del Fuoco e dell’Enel, oltre a tutti i sindaci della Versilia e servito, appunto, per aggiornare la situazione dell’emergenza in corso.

«Sono venuta a Forte dei Marmi – ha dichiarato Velo poco dopo mezzogiorno - dopo essere già stata in contatto con il sindaco Umberto Buratti per prendere visione della situazione. Due le emergenze più urgenti: il ripristino della luce elettrica che Enel sta affrontando mettendo in campo ingenti forze, e il problema denunciato dai comuni montani delle alberature distrutte sui crinali. Il rischio è che si tolgano solo gli alberi precipitati nei canali di competenza della Provincia, mentre gli alberi abbattuti su terreni privati non vengano rimossi. La preoccupazione è questi tronchi possano finire nei canali con effetti devastanti per montagna e pianura».

«L’ondata di maltempo di questi giorni mi sembra un evento di dimensioni tali - ha proseguito Velo - per cui ci sono i presupposti per richiedere lo stato di emergenza. Il presidente Rossi si sta già muovendo in questo senso e io mi sono già attivata con il ministro dell’ambiente Galletti. Sarà il Consiglio dei Ministri a decidere».

Intanto sono in tantissimi a fare i conti con l’assenza della corrente che ormai dopo quattro giorni provoca disagi a non finire e anche uno stato di costernazione preoccupante, tra chi – e sono i più - non ha un parente che ha messo a disposizione stanze e docce o non è riuscito a mettere le mani su un generatore (pressoché spariti dai noleggiatori e dai venditori almeno fino a Pisa). «Il nostro è uno spiegamento straordinario – ci ha dichiarato Fabrizio Iaccarino, responsabile rapporti con le istituzioni del Centro Italia per Enel - basti dire che il numero di interventi che abbiamo realizzato in questi quattro giorni è pari a quello che normalmente svolgiamo in quattro mesi. Dopo aver avviato la sistemazione delle linee a media tensione, stiamo adesso incrementando le squadre che lavorano sul campo dal primo giorno».

A denunciare il rischio alberi abbattuti sui crinali montani è stato il sindaco di Stazzema, Maurizio Verona che ha lamentato il 90% delle alberature presenti sul suo territorio messe a terra. Verona, ha detto senza perifrasi che la Provincia sta pulendo gli alberi nei canali, ma quelli messi a terra sui terreni privati dei crinali nessuno li rimuove, ragion per cui se dovesse malauguratamente venire un nubifragio, i tronchi e rami scivolerebbero poi a valle. Verona ha anche denunciato il problema, pressoché insormontabile, delle cosiddette spese fatte in somma urgenza. Spese necessarie a far fronte ai primi interventi e che la legge prevede siano poi coperte con fondi nei 10 giorni successivi, e per le quali il municipio stazzemese non ha risorse a disposizione.

La sofferenza e il nervosismo crescenti delle famiglie tuttora prive di energia è stata sottolineata, per parte sua, dal sindaco di Seravezza, Ettore Neri, che ha lamentato l’insufficienza delle persone impegnate nel suo Comune. Tanti anche i danni alle aziende. Neri ha poi chiesto che i finanziamenti per la somma urgenza siano rimborsati dallo Stato al 100% e non decurtati al 70-80%, così come è avvenuto in passato, perché ciò metterebbe a rischio gli avanzi di amministrazione e bloccherebbe per un anno-un anno e mezzo gli interventi sul territorio. Molto importante per Neri anche un piano d’area che contempli già la riforestazione, una volta esaurita l’emergenza. «Si tratta di un progetto titanico ma che andrà compiuto – ha confermato il sindaco Neri – e che potrebbe magari anche recuperare l’antico paesaggio versiliese con gli alberi da frutto». Un’esasperazione palpabile anche quella dei pietrasantini con oltre 800 utenze ancora distaccate dalla rete elettrica, come ha testimoniato il sindaco Domenico Lombardi. «Dodici uomini sono insufficienti per ridare corrente – ha fatto presente il Lombardi - per un Comune che ha anche 600 case scoperchiate, tante aziende del settore lapideo devastate, mentre a Marina siamo appena a metà dei lavori di sgombero. A Pietrasanta verrà prorogata l’ordinanza di chiusura delle scuole, ma addirittura qualche plesso potrebbe non riaprire a causa dei danni». Lombardi ha poi definito impressionante il danno ambientale subito da Pietrasanta: «Chiedo a Enel e al Ministero dell’Ambiente una visita sul campo in elicottero - ha terminato Lombardi – per rendersi conto del danno al Parco della Versiliana, alla tenuta Varenna e all’oasi naturalistica del Lago di Porta rasa al suolo».

Viareggio e Massarosa, dal canto loro si sono soffermati soprattutto sulle difficoltà ad affrontare le spese in somma urgenza: Viareggio è in dissesto e Massarosa ha difficoltà a reperire le risorse nel bilancio. Camaiore, con il sindaco Alessandro Del Dotto, ha rimarcato che ha settecento famiglie senza energia elettrica e ha detto che pur avendo meno problemi di bilancio di altre città versiliesi il taglio imposto quest’anno di 800mila euro mette in crisi il Comune proprio per le spese di somma urgenza.

L’incontro si è concluso anche con il proposito di cercare subito la collaborazione del Capo della protezione civile, Franco Gabrielli, per dare vita in tempi rapidissimi ad un tavolo tecnico.

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