Italia
Forte non crede e non cede alle lacrime
Il territorio prova a risollevarsi: piena la Capannina e i ristoranti E Bocelli, seppure stanco, ha partecipato alla cena-evento pro Aias
FORTE DEI MARMI. Forte non crede (e soprattutto non cede) alle lacrime. Sabato sera in Capannina c’erano centinaia di persone («più di quanto previsto» sottolinea Gherardo Guidi). E sempre sabato sera un Andrea Bocelli, peraltro stanchissimo e quindi ancora più prezioso, è stato ospite d’onore di una serata unica, nel suo genere, fra il meglio del Made in Italy.
Partiamo dal tenore che il 30 aprile aprirà l’Expo di Milano (il Pucciniano, invece, sono anni che non lo invita, ma va bene così) con un concerto, dopo essere ospite d’onore della sfilata che nella stessa vigilia Giorgio Armani ha organizzato per festeggiare i 40 anni della Maison.
Insieme alla moglie, Bocelli si è palesato a Forte Inn, lo show room che alcuni grandi nomi dell’arredamento italiano hanno aperto sulla Provinciale giusto lo scorso agosto. Una sorta di vero salotto con cucina, perfetto peraltro per occasioni del genere.
Ci sono le cucine Boffi e le poltrone Frau. Che ha avuto l’«ardire» di inviare uno dei migliori tappezzieri dalle Marche per mostrare dal vivo come si realizza una poltrona. Ma la Frau ha messo in palio anche la mitica «Vanity» perchè la serata diventasse più ricca.
Una cena-evento che aveva tutto il sapore della voglia di ripartire della Versilia. Ad organizzarla Sergio Marrai. Che non ha deflettuto di un momento e nonostante il disastro del Tennis Italia, ha portato avanti la serata dedicata ai ragazzi dell’Aias. La sede dei giovani spastici di Marina di Massa ha bisogno di una piscina terapeutica. Marrai ha risposto al volo e ha organizzato la serata. Presente il professor Murri, già primario di neurologia a Pisa (dove è stato anche preside di Facoltà) che segue il progetto per l’Aias. Ospiti una quarantina di imprenditori versiliesi e apuani. La cena è stata il trionfo del km zero. Con le focaccine di Valè ed il salame nostrale, i tordelli versiliesi al ragù preparati dalla figlia di Marrai e la ribollita di Gayo Gabrielli del Pozzo di Bugia. Una chicca erano i vini, portati dalla famiglia Lamborghini. Oggi la fabbrica della Countach e delle Contador è della Wolkswagen, ma gli eredi Lamborghini producono grandi vini e spumanti che si chiamano Miura, come la mitica auto che sbaragliò qualsiasi concorrenza, Ferrari compresa. Una serata dove si è anche cantato Puccini e Verdi, ma senza che il Tenore con la maiuscola rispondesse al pressante invito di Marrai di eseguire una romanza. Troppo stanco Bocelli che nella mattinata era stato insieme a Marrai sulla spiaggia. Una scena unica, con Sergio che descriveva al tenore il paesaggio. «Dal mare di Vittoria Apuana – ha ricordato Marrai – Forte è ancora la stessa».
Si riparte, si vuole ripartire, dalla Caranna a Vittoria Apuana. Si viaggia fra strada ridotte a stretti sentieri per via delle piante stramazzate. Ma quando si arriva sul lungomare sabato notte niente sembra mutato. Le palme hanno resistito, tutte. La pineta davanti il municipio è meno mutilata della Versiliana. E poi il Bistrot era pieno di gente, la Barca anche, c’erano spettatori al cinema Lido, la Capannina già a mezzanotte aveva la coda fuori. «Abbiamo voluto anticipare al sabato la festa della donna – spiega Guidi – con i California dream men. La gente ha apprezzato, è venuta gente da tutta la Toscana e dalla Liguria». Guidi ha avuto danni importanti alla sua villa, ma non ha ceduto un attimo neppure lui. «Bisogna andare avanti. Sabato a lavoro in Capannina c’erano oltre 40 persone. Posso immaginare di tenere tutto fermo? E anche domenica mattina, visto anche il sole, c’era gente in centro a Forte».
Si riparte perchè gli impegni incalzano. La Versilia è come una bella donna ammaccata ma che deve truccarsi per uscire, comunque. Da stamani è attesa la Rai e le altre tv per la Tirreno-Adriatico che partirà da Camaiore con un’attesissima crono per le strade della Versilia in programma mercoledì.
Ci saranno tutti i grandi, da Nibali a Cavendish nella corsa organizzata dalla Gazzetta dello Sport. E le squadre stanno già sbarcando negli hotel fra Lido e Forte dei Marmi. «Io sono per natura ottimista – racconta Guidi – e poi ne ho passate tante. Di tragedie personali e di drammi collettivi. Ero piccolo, ma ho visto anche la guerra. Per questo ripeto: bisogna andare avanti».
Un appello che sta viaggiando su tutti i social network. Forte, veramente, non crede alle lacrime.
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