Il Tirreno

Versilia

DISAGI SENZA FINE

Decine di tombe e lapidi rotte

Danni ai cimiteri seravezzini, il più colpito quello di Querceta

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SERVAEZZA. Finito il caos, mentre si continua a raccattare lamiere, cocci di tegole e di marmo, per non parlare di alberi, si inizia a fare la conta dei danni.

Secondo una stima grossolana Seravezza ha subito al proprio patrimonio pubblico che oscilla un danno tra i 600 e 800 mila euro. Ma non è questo che per prima preoccupa il Sindaco Ettore Neri. «La maggior gravità sarà quando si inizierà a contare ciò che hanno subito i cittadini, e la difficoltà a cui andranno incontro». Intanto anche a Seravezza non a tutti i residenti è tornata la corrente elettrica. «Questa è l’urgenza maggiore – commenta Ettore Neri - Da stasera dovremo tornare ad avere la luce su tutte le frazioni della collina, ma ci sono ancora sacche di mancanza. Al Frasso, Ranocchiaio, Madonnina e Pozzi: ci sono tanti guasti puntuali che mettono in crisi piccoli gruppi di famiglie. Se da una parte sono sempre meno quelli senza corrente – prosegue Neri – dall’altra iniziano ad essere troppi i giorni per chi è ancora senza energia; così le tensioni aumentano perché è grave restare così tanti giorni senza energia».

E di questo infatti si è parlato nell’incontro che i sindaci della Versilia hanno avuto con il Prefetto a Pietrasanta. Nel frattempo gli uffici tecnici del comune oltre a risolvere le emergenze hanno incominciato a stimare i danni subiti dagli edifici pubblici. Più che altro si tratta dei tetti. Nella lista c’è l’area medicea, il palazzo di piazza Matteotti a Querceta e altre strutture pubbliche.

«Ci aggiriamo tra i 600 mila e 800 mila euro – spiega il Sindaco Neri. Ma è una cifra che andrà affinata. Oggi ad esempio abbiamo inserito nell’elenco della valutazione danni anche i cimiteri che sono stati rovinati consistentemente, soprattutto a Querceta».

Ma il sindaco teme le difficoltà dei cittadini, visto che sono molte le case ad essere state colpite dalla tempesta.

«La maggiore gravità sarà quando si dovranno contare i danni privati. Generalmente quando sono capitate altre calamità – conclude Ettore Neri – come le frane, dal secondo e terzo giorno, quando smetteva la pioggia, si poteva stare un po’ più tranquilli e iniziare a respirare. Invece in questa strana situazione è tutto diverso perché sono tanti i danni».

Tiziano Baldi Galleni

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