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Versilia

Tempesta, Buratti si impegna: Forte dei Marmi tornerà verde

Corrado Benzio
Uno dei pini schiantatisi sulle case di Forte
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Uno dei pini schiantatisi sulle case di Forte

Il sindaco ha ricevuto messaggi e proposte di aiuto anche dalla Russia. "Forte non è solo la seconda casa, ma luogo del cuore e dei ricordi"

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FORTE DEI MARMI. Lui sempre sorridente, glamour, è apparso giovedì in tv provato, stanco. L’immagine di un paese in ginocchio. «Davanti al Comune - racconta Umberto Buratti - c’erano due cedri del Libano. Io li visti crescere fin dal 1966, primo giorno di scuola. Quando giovedì mattina li ho scoperti abbatutti dal vento ho provato un senso di sgomento».

A Forte, come nel resto della Versilia i pini sono un simbolo. Ci sono le pinete, c’è uno stadio (quello di Viareggio) intitolato ai pini. «Ci sono alberi piantati durante il Fascismo – ricorda il primo cittadino – hano fatto la storia e l’immagine del nostro paese».

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Massimo Moratti si è detto dispiaciuto per Forte e le sue pinete. Si è fatto vivo qualche altro vip o comunque turista importante di Forte? «Non voglio fare nomi, ma li potete immaginare. Per tanti di questi personaggi Forte dei Marmi non è la seconda casa al mare. E’ il luogo dei ricordi, delle vacanze certo, ma anche di avvenimenti importanti della loro vita».

Hanno chiamato anche russi? «Certamente. In molti, anche se lontani, hanno saputo dalle tv e volevano qualche particolare in più. E tanti, italiani e russi hanno chiesto come possono dare una mano». Forte oggi è un po’ spelacchiata. Rinascerà la sua folta capigliatura? «Scendendo da Seravezza per la prima volta ho visto il campanile di Sant’Ermete, sempre nascosto dagli alberi. Questo dice tutto della situazione. Non so quanti alberi sono stati abbattuti in paese, sicuramente migliaia».

Li rimpianterete tutti? «Io credo proprio di sì. Molti si trovano sul privato, ma pensiamo di trovare accordi con i proprietari delle ville perchè l’immagine di Forte riabbia il suo verde».

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Il presidente della Regione Rossi ha però sentenziato: mi importa poco dei pini di Moratti e dei cipressi del Carducci, pensando a Bolgheri. Lui pensa ai vivai di Pistoia messi in ginocchio dall’uragano. «Rossi è stato qui, ha visto la situazione. Io aggiungo che i pini si sono abbattuti sugli alberghi, sui bar, sulle ville che in estate vengono affittate al turisti. Parliamo di strutture che rappresentano la nostra industria turistica. Credo che Forte dei Marmi come immagine, come richiamo, come fatturato faccia tanto per l’industria turistica della Toscana e dell’Italia tutta ».

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Una stoccata per Rossi, come se i cipressi di Bolgheri non fossero il simbolo della Toscana, tanto da finire in prima pagina su tutti i giornali nazionali. E poi non c’è solo il problema dei pini e delle aziende che fanno turismo. «Quando la situazione sarà più chiara, scopriremo che decine e decine di case, di residenti e villeggianti, sono profondamente danneggiate. Anche a loro dovrà essere data una risposta».

Buratti spiega come si sta muovendo Forte. «Tutti i consiglieri si sono messi a disposizione. Maggioranza ed opposizione, senza distinzione. Fra i primi Giannotti, Popper, Monteforte. Abbiamo diviso il paese in settori e per ogni zona sono partiti due consiglieri per fare un punto della situazione più tardi».

Buratti ripensa alla sua faccia stanca e ricorda. «Mi disse una volta il prefetto Gabrielli, capo della Protezione Civile nazionale che un sindaco non ha idee delle responsabilità amministrative, civili e penali a cui va incontro ricoprendo quella carica. Stanotte ho pensato a queste responsabilità, ma non mi sono sentito schiacciato: è stato uno stimolo a fare di più per il mio paese».

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