La manifestazione
Sergio Marrai: «Era l’Apocalisse»
Spazzate via dalle raffiche le attrezzature del centro sportivo
FORTE DEI MARMI. La voglia di ricominciare supera quella di lasciarsi andare. Verrebbe spontaneo cadere nello sconforto, nell'assistere impotenti alla furia del vento. Rimboccarsi le maniche e provare a ridare un senso a ciò che un senso, dalla notte tra mercoledì e giovedì non lo ha più.
«Non ho mai visto niente di simile, ho avuto paura. Quando accadono tragedie simili ti rendi conto di quanto sei impotente di fronte alla natura». Sergio Marrai fuma il sigaro, nutrendo di sé amarezza e incredulità.
Il Tennis Italia, la sua seconda casa, il luogo in cui trascorre gran parte delle sue giornate, ha subito danni ingenti. Quando si è precipitato al circolo di via dell'Acqua a Forte dei Marmi, l'alba doveva ancora sorgere. "L'Apocalisse", commenta ripensando a quelle scene terrificanti. «Dalle due e mezzo sino alle cinque si sono alzate raffiche di vento potentissime che hanno spazzato via tutto». Lo sguardo comunica più delle parole stesse. Ieri, da mattina sino al calar del sole, è stato un incessante via-vai di giocatori, amici e persone per le quali il circolo non è solo una sequenza di campi da tennis, ma molto di più. Non c’era il tempo e non c'era neppure il desiderio di arrendersi. Ognuno ha dato una mano, si è reso utile. E ieri sera il Tennis Italia aveva già tutt'altro aspetto. Certo, i segni della devastazione restano e sono tangibili. Tre pali su sei dell'illuminazione sono caduti, un altro si è piegato. Le coperture geodetiche (tre in totale) divelte irreparabilmente. E poi detriti ovunque, sui campi in terra battuta, sui corridoi, nei pressi dell'entrata. La tramontana ha spinto all'interno del circolo persino la targa di una vettura posteggiata poco distante. «Dobbiamo quantificare i danni, stabilire modi e tempistiche per le riparazioni. Speriamo di risistemare tutto nel giro di un mese». Cerca di non perdere la fiducia, Sergio Marrai. Ottimismo è una parola esagerata, fuori luogo. Tre bambini, quando il sole sullo sfondo stava tramontando, hanno impugnato le racchette ed abbozzato qualche scambio in uno dei campi all'aperto. Pure loro hanno capito che la notte prima qualcosa di tragico era accaduto. L'istantanea che ha racchiuso una giornata surreale, dove c'era poco da dire e molto da fare. L'unico modo per far tornare tutto come prima. Almeno all'apparenza.
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