Finanza
Seravezza, 150 interventi per liberare le strade
Più colpita la zona della montagna, dove le piante sradicate hanno distrutto la rete elettrica lasciando senza luce case e aziende. Le scuole riapriranno lunedì
SERAVEZZA. La tempesta di vento che si è abbattuta sulla Versilia ha messo in ginocchio anche il comune di Seravezza: fin dalle prime ore della notte tra mercoledì e giovedì, al di là della grande paura che è dilagata tra i cittadini (in quelli della piana ma, ancor di più, in quelli delle zone montane che di recente erano state colpite anche dal fenomeno delle frane), è stato subito chiaro che i danni generati dal maltempo sarebbero stati ben più ingenti di quanto ci si potesse aspettare.
A cogliere di sorpresa è stata proprio l’alta criticità generatasi in seguito ad un’allerta meteo che era stata segnalata come “moderata”.
«Purtroppo il caos è stato generato anche da questo - afferma il delegato comunale di Seravezza presso la Protezione Civile Alex Pardini - l’allerta meteo era moderata, ma il termine non significa che bisogna ignorare completamente la gravità della situazione. Quello che è accaduto ieri sicuramente non poteva essere previsto, e nessuno di noi se lo sarebbe aspettato. Ma c'è da tenere sempre bene a mente che le allerta vanno prese per quelle che sono. Anche la criticità ordinaria non va sottovalutata».
Il disastro generato dal forte vento che ha spirato fino al tardo pomeriggio di ieri ha davvero devastato il territorio comunale: dalla montagna seravezzina alla piana quercetana, i danni a strutture pubbliche e private sono innumerevoli e di entità notevole, così come tantissimi sono stati i disagi per la circolazione sia dei mezzi privati che dei mezzi pubblici e di emergenza: i servizi di trasporto sanitario comunque (specialmente quelli per i pazienti più urgenti come quelli costretti a sottoporsi a dialisi) sono stati garantiti anche grazie al grande impegno dei volontari delle associazioni.
Alla luce di un paesaggio degno dell’Apocalisse completamente snaturato nel giro di poche ore, fare anche solo una stima dei danni sembra essere impossibile.
«Siamo in fase di piena emergenza e davvero non so quanto impiegheremo e quanto sarà duro rimettersi in piedi - dichiara il sindaco di Seravezza Ettore Neri - in tanti anni, dopo tante calamità affrontate, mi sento di dire in piena sincerità che una cosa del genere non l'abbiamo mai affrontata. Il presidente Rossi ha proposto lo stato di calamità naturale e personalmente credo che gli estremi ci siano tutti: a differenza anche degli ultimi, gravissimi episodi di frane che abbiamo registrato, in questo caso i danni a strutture pubbliche, private e alla viabilità sono talmente tanti e sparsi in tutto il territorio che la sensazione è quella di essere sopravvissuti ad un terremoto. In tutta la giornata ci sono stati più di 150 interventi - spiega il sindaco - la maggior parte proprio per liberare le arterie stradali ed eseguire i principali controlli di sicurezza. Quantificare? Non si può, quantomeno non ancora: non oso neppure immaginare i danni alle abitazioni, ma anche solo dando uno sguardo alle infrastrutture comunali, le scuole, la segnaletica ci si rende conto della gravità della situazione: delle casse popolari, non ce n'è una che non abbia subito danni. La zona peggiore, almeno al momento, è quella della montagna - dichiara ancora il sindaco Neri - lì le piante sradicate hanno completamente distrutto la rete elettrica, sia quella di media che di alta tensione. Per cui anche le attività commerciali della zona non credo potranno tornare a lavorare in questi giorni perché, nonostante gli sforzi congiunti di comune ed Enel, servirà un po’ per ripristinare la linea. Per quel che riguarda le scuole, è stato fatto solo un sopralluogo veloce ma inizieremo subito con gli interventi: lunedì dovrebbero poter riaprire i battenti».
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