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Versilia

La capitale del turismo vip ora non è più la stessa

La capitale del turismo vip ora non è più la stessa

Il sindaco Umberto Buratti: «È come se ci fosse stata un’esplosione nucleare» Danni anche al municipio e in numerose boutique del centro e hotel di lusso

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FORTE DEI MARMI. Il Forte - quello caro a tutti con i suoi pini a presidiare ogni angolo del paese e delle ville, pulito e ordinato - è ormai un paese irriconoscibile. E se ne sono resi conto per primi i fortemarmini che, ieri, appena fatto giorno, poco dopo le sei del mattino, nonostante le raffiche di vento spingessero ancora con forza, hanno trovato il coraggio di uscire per strada, soprattutto per esorcizzare una notte di terrore.

E calate le raffiche, è subito sceso un silenzio tombale, con la gente attonita, dopo la grande paura della notte, a guardare dalla strada tetti sfondati, alberi divelti, auto schiacciate, cancellate abbattute.

Una sorta di selva amazonica silenziosa che ostruiva ogni direzione e che chiederà ancora parecchie ore per consentire alla viabilità di essere ripristinata del tutto.

Il centro elegante e raffinato della capitale del turismo vip, famosa per i suoi arredi, il suo ordine e la sua pulizia, d’un tratto si è trasformato in una zona di guerra: detriti, frantumi e rami ovunque. Sconvolte le ordinate strade dei quartieri residenziali, da Vittoria Apuana a Roma Imperiale, i giardini delle ville milionarie, i parchi degli hotel da migliaia di euro a notte.

Poi, dopo le 9 è iniziata la litania delle motoseghe e delle sirene. Per ore non si è udito altro. E i lavori proseguiranno anche oggi.

«Fortunatamente non si lamentano feriti – spiegano dal municipio dove fin dalle 2 di notte si è attivata la task force della protezione civile con in testa il sindaco Umberto Buratti – né situazioni eclatanti, ma il Forte sembra aver subito una sorta di fall- out che ha letteralmente piegato la sua macchia di verde come un grande evento nucleare. Non sarà facile dimenticare la notte del 5 marzo 2015». «In alcune zone la città ha cambiato volto: sembra passata un'esplosione nucleare - ha dichiarato poche ore dopo il disastro il sindaco che non ha esitato a parlare di catastrofe - almeno il 50% degli alberi ha subito danni. Una cosa così non la ricordano neppure i più anziani». Tanto che su Facebook in tanti, pur riconoscendo che era stata diramata un’allerta per la nottata di maltempo, si sono stupiti del fatto che non si trattasse di un’allerta massima ma “solo” moderata.

I venti. A distruggere, irreparabilmente, il paese dei vip, che dovrà rassegnarsi ad un look meno ombroso e verde, una sorta da tempesta di vento durata cinque ore. «A ottobre quando venne la tromba marina che distrusse alcuni Bagni – ci spiega Francesco Lari che cura al Bagno Acali una stazione meteo professionale - le raffiche per pochi minuti arrivarono anche ben oltre il picco dei 121 km/h registrato ieri notte alle 4.42 del mattino, ma il fatto è che stavolta i venti, esclusivamente tutti da nord-est, hanno spirato per ore ai livelli più alti con una media oraria sorprendentemente alta, e quindi proprio l’eccezionale durata ha determinato la caduta degli alberi e i danni conseguenti».

In centro. Attorno a piazza Garibaldi ieri mattina sembrava un campo di battaglia. Disastrata la strada delle griffe, via Montauti, con le sedie del Ristorante Tre Stelle sparse un po’ qui e un po’ là e tante tende dei negozi strappate via. Tra i più colpiti il negozio di Prada, a cui i venti hanno portato via i pannelli che richiudevano il primo piano del negozio. Poco più in là, Dante Cardini guardava sconsolato l’intero tetto del suo Hotel Elbano precipitato in via Carducci. E di fronte anche lo storico pino del Caffè Principe si era appoggiato sulla terrazza del Supercinema sollevando il marciapiede, quasi avesse tentato la fuga. E poi insegne sparse dappertutto. In piazza Marconi qualche pino era a terra ma tutto sommato la rotonda del Forte ha retto bene alla furia dei venti; meno bene il solito Hotel Nettuno dove sono volati via i teloni e sembra siano volate giù anche altre cose, al punto che il sindaco sta studiando la questione ed è probabile che intervenga con una nuova ordinanza. Al pontile il cantiere all’ex White è stato parzialmente spazzato via, e nella vicina Pineta Falcone e Borsellino diversi pini sono venuti giù seppellendo anche il monumento al pattino. Via Trento invece era bloccata subito dopo la Chiesa fino a via Michelangelo, e al Cimitero, che non siamo riusciti a raggiungere da nessuna strada, ci dicono che sono stati scoperti i tetti di diverse cappelle private e spazzati via vasi da fiori, lumini e ogni altra cosa abbia incontrato il vento.

In Comune. Danni anche al municipio, dove in mattinata era riunito il centro operativo dell’emergenza: infatti i due cedri del Libano che decoravano da decenni il Palazzo sono crollati dentro le finestre e il vento si è infiltrato nei corridoi dove ha rotto vetri e controsoffitti, e distrutto completamente l’ufficio dell’ingegnere comunale. Mentre in piazza Dante campeggiava una grande tenda che nessuno sa spiegarsi quanta strada abbia fatto per giungere fin lì.

Vittoria Apuana. E meglio le cose non sono andate a Vittoria Apuana, dove la via Mazzini è rimasta a lungo interrotta, e dove i danni sono diffusi e ingenti: «Sono venuti giù diversi pini nella storica via Canova – spiega Bruno Biagi – e alcuni anche al Palasport, e ingenti sono stati i danni alle abitazioni. Mai vista una cosa del genere». «Abbiamo avuto danni anche alla Chiesa di San Francesco» rintuzza Padre Domenico Remaggi affranto da questo spettacolo ciclopico e terribile. «Sono molto in alto e servirà la gru per controllare. Altri danni anche al nostro convento». E il San Camillo? «L’ospedale ha retto bene ma tutti pini del giardino sono praticamente venuti giù». Più tardi si è anche saputo che sono stati sospesi gli interventi chirurgici. «Anche a Villa Bertelli tanti i pini abbattuti – racconta Matteo Raffaelli della Fondazione omonima – e uno dei più grandi ha abbattuto lo storico cancello che era poi quello del vecchio albergo di Ilio Bertelli debitamente restaurato. Per il resto danni alle tettoie e a qualche finestra». Inutile aggiungere che la Biblioteca era irraggiungibile. Al Museo “Guidi”, invece una scultura in tufo si è rotta, così come è andato in mille pezzi il cartellone che riproduceva la biografia dello scultore e gravi danni ha subito pure la copertura del museo.

Roma Imperiale. Catastrofica anche la situazione a Roma Imperiale, dove è quasi impossibile passare e dove in mattinata si sono registrate tantissime fughe di gas dovute alla rottura delle tubature divelte dalle radici degli alberi rovesciati. «Una situazione incredibile – spiegano dal municipio – che ha visto i tecnici del gas procedere in alcuni casi a piedi per raggiungere i guasti. E ieri all’ora di pranzo tra lo Stadio e via Colombo l’odore acre del metano si sentiva ancora molto bene. «Proprio dietro lo stadio, la beffa: «Vede quel pino secco che va abbattuto? - ci ha fatto notare un giardiniere - è l’unico che è rimasto incredibilmente in piedi. Gli altri freschi e rigogliosi, compresa una monumentale mimosa, ora sono tutti a terra».«“Per avere un quadro esatto dei danni nell’area più signorile del paese occorreranno però diversi giorni – aggiungono ancora dal municipio – perché guardiani, giardinieri e proprietari dovranno raggiungere la zona e fare i loro bilanci. Per adesso si può solo constatare che tantissimi alberi si sono adagiati nei grandi parchi, in misura minore hanno colpito le ville. Più spesso però per l’altro fusto hanno abbattuto muretti e cancellate anche dei dirimpettai».

Impianti sportivi. Danni gravissimi anche agli impianti sportivi privati: «Con questo vento erano inevitabili i danni ai palloni pressostatici e alle altre tensostrutture – ci ha detto Luca Silvestri del Country Club Raffaelli – da noi è tutto distrutto. E so che danni gravi hanno subito anche i colleghi del Tennis Italia e di altri impianti».

Hotel. «In ginocchio anche il settore alberghiero – spiega il presidente Paolo Corchia – proprio adesso che ci apprestavamo a preparare la riapertura. Tanti gli alberghi danneggiati. Fiammetta Maschietto mi ha chiamato per dirmi che l’intero parco dell’Hermitage è distrutto, danni importanti li ha subiti anche Villa Roma Imperiale (l’hotel che ospitò il premier Matteo Renzi l’estate scorsa, ndr) e pure l’Hotel California in via Colombo. All’Hotel Tarabella un pino ha sfondato la casa del titolare, e al Raffaelli Villa Angela tutti i 21 pini del parco sono ormai legna da ardere. Nei giorni a venire avremo un quadro più preciso perché danni li abbiamo avuti tutti. E’ terribile!».

Sul mare. Relativamente pochi, invece i danni sul mare: alcune tettoie, i supporti dei parcheggi e al Moderno l’insegna è finita sul tetto sfondandolo, ma tutto sommato poteva andare peggio.

Scuole chiuse. L’emergenza è comunque destinata a durare: anche per oggi infatti il sindaco Buratti ha ordinato la chiusura delle scuole perché non si è fatto a tempo a liberare tutte le strade e a verificarne le strutture colpite dalla tempesta di vento. E chiusi pure gli impianti sportivi comunali e anche i parchi gioco per i bambini allo scopo di evitare situazioni di pericolo per chi li frequenta fin tanto che non saranno effettuati sopralluoghi e controlli. Già annullato anche il mercato dell’Antiquariato, in programma sabato e domenica.

Franco A. Calotti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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