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Versilia, partono i lavori contro l'inquinamento del mare
Camaiore: entro maggio la realizzazione dell’impianto che dovrà sconfiggere i batteri alla Fossa dell'Abate e nei fossi Motrone e Fiumetto. Ed evitare così i divieti di balneazione durante l'estate
CAMAIORE. Al via i lavori per abbattere l’inquinamento alla Fossa dell’Abate. Se necessario adottando anche misure di somma urgenza. Non c'è tempo da perdere, se si vuole salvaguardare e tutelare la prossima stagione turistica ormai alle porte. «Stiamo attendendo il via libera dall’Università di Pisa - dice il vicesindaco di Camaiore, Marcello Pierucci - poi partiremo con gli interventi».
In pratica, il tavolo tecnico convocato ad hoc per risolvere la problematica (ossia i continui sforamenti dei parametri minimi per la balneazione registrati la scorsa estate, in particolare nella zona della Fossa dell’Abate e a Marina) ha proposto all’Università di Pisa due opzioni.
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«La prima - spiega l’assessore Marcello Pierucci - è l’utilizzo di acido peracetico, una soluzione simile a quella adottata negli anni passati per Marina di Pietrasanta. L’altra è l’uso di un sistema di ionizzazione. L'università sta terminando la propria relazione, ed è ormai questioni di giorni. Una volta avuto il loro parere partiremo con gli interventi».
Bisogna però fare presto. La stagione turistica è ormai alle porte. E anche se Arpat, nella sua ultima comunicazione al riguardo sulla questione, aveva rassicurato bagnanti e soprattutto gestori di stabilimenti balneari (nonché albergatori e tutto l’indotto) che non ci sono pericoli imminenti di stop definitivi alla balneazione in Versilia, è pur sempre vero che non è possibile, come è stato per l’estate 2014, andare avanti con continui divieti ad ogni acquazzone particolarmente forte.
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Non a caso nel gennaio scorso lo stesso Pierucci aveva dato maggio 2015 come termine ultimo per iniziare con gli interventi. Siamo in linea coi tempi? «Sì, lo siamo. Ripeto, finché non abbiamo la relazione dell’università non possiamo procedere. Ma appena l’avremo velocizzeremo le pratiche, ricorrendo anche alla somma urgenza se necessario». Pare definitivamente tramontata, inoltre, l’idea di realizzare delle vasche alla foce del fosso per verificare la reale efficacia del processo di ionizzazione: Camaiore spinge perché si parta con la sperimentazione in loco, direttamente sulla Fossa dell'Abate.
Al tavolo tecnico, oltre Camaiore, siedono anche gli altri soggetti che hanno sottoscritto l'accordo di programma, ossia gli altri Comuni della Versilia, Arpat, Gaia e Regione. L’impianto di ionizzazione, infatti, non riguarderà solo la Fossa dell’Abate, al confine tra Camaiore e Viareggio, ma anche i fossi di Fiumetto e Montrone, in territorio pietrasantino (1,8 milioni l’investimento totale). A controllare l’avanzamento dei lavori sarà l’ex sindaco Cristiano Ceragioli, dipendente del Comune di Pietrasanta.
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