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Grassi (Vivo in centro): chi ha sbagliato andrà davanti a un giudice

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PIETRASANTA. Preoccupazione e stupore. Ma anche rabbia. «In questi ultimi giorni molti associati mi chiamano e reclamano chiarezza. Si chiedono come possano due soggetti, Gaia e Arpat, essere a conoscenza della presenza di un metallo pericoloso, come il tallio nell’acqua di Valdicastello e di non agire di conseguenza a tutela della comunità. Difficile dare una risposta: ci penserà la Procura a cui ci rivolgeremo con una dettagliata denuncia nei prossimi giorni». Enzo Grassi, presidente dell’associazione “Vivo in Centro” è pronto dare «battaglia a nome delle centinaia di famiglie che rappresentiamo. Noi chiediamo che venga detta tutta la verità su questa vicenda, che i responsabili siano portati davanti ad un giudice e che chi ha sbagliato paghi. Enti o istituzioni, destra o sinistra non ce ne importa niente: se qualcuno, volutamente o meno, non ha fatto il proprio dovere a danno del cittadino ne deve rispondere. Quello che sta venendo fuori, ed in parte era purtroppo prevedibile, è comunque sconvolgente”. Ma Grassi punta l’indice anche contro l’operato della giunta comunale. «Troppo semplice dare dell’ingenuo all’assessore Italo Viti e chiuderla lì per essersi fidato delle rassicurazioni di un referente di Gaia sul buon esito degli esami del 2013 a Molini di S. Anna. Dovere di un amministratore, e in questo caso non solo di Viti, ma anche del sindaco Domenico Lombardi e di tutta la sua giunta era infatti quello di chiedere immediatamente, senza attendere neppure un giorno il cartaceo di quelle analisi». (l.b.)

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