Il dolore
Accordo Betti-Dati: via libera a Poletti
Il gruppo dirigente storico contesta la scelta e lancia dichiarazioni di fuoco Palestini: «Il modo in cui è stato scelto il candidato offende la nostra dignità»
VIAREGGIO. Porta con sé il “pallone” dell'esperienza di governo della città, nato e morto in quindici mesi, e si butta nella partita che dovrà giocare Luca Poletti, incoronato candidato del Pd dall'assemblea del partito e dai vertici regionali: è accordo tra l'ex sindaco Leonardo Betti ed il commissario del Partito democratico di Viareggio, Giuseppe Dati. Niente primarie - ha detto Antonio Mazzeo, responsabile organizzazione del Pd regionale - chieste dai giovani democratici, dai dirigenti “storici” del partito e da Giorgio Del Ghingaro che ha raccolto le firme e incassa il sostegno dei pittelliani di Giuseppe De Stefano, con Fabrizio Miracolo e Paola Gifuni. «A questo candidato - è il messaggio con cui Betti conclude il suo intervento pro Poletti - voglio dire che non potrà andare da solo ma che se sarà intelligente saprà su chi contare e dove appoggiarsi».
L’assemblea riunita nella sala di via Regia martedì sera poteva chiudersi qui. Chiudersi da dov’era cominciata: nella pizzeria sotto la sede del partito, quando Dati e Betti - alla presenza di Mazzeo - mettono a punto gli ultimi particolari della scaletta: «Allora il tuo è il primo intervento...», si raccomanda Dati con Betti. Il primo e l’ultimo. Perché alle altre cinquanta sfumature di Pd resta poco da dire. Ed una ipotetica colonna sonora della serata potrebbe aprirsi con “La solitudine” di Laura Pausini (davvero ogni voce per sé) e avere sui titoli di coda “Era già tutto previsto” di Riccardo Cocciante. Perché prima che l’ex sindaco prenda la parola, Dati ha tirato sulle spalle del Pd viareggino l’intera responsabilità della fine dell’amministrazione: «Il nostro partito non è stato in grado di garantire alla città un governo stabile. Ed è stata una scelta pesante quella di chi ha fatto cadere l’amministrazione». Betti ed i suoi sono riabilitati e cala l’oblio sui prepensionamenti ritardati fino all’impossibile, sulla liquidazione della Viareggio porto, sulla non liquidazione della Centro congressi, sul disavanzo dato per recuperato e così non era. Ciò detto, il candidato - ribadisce Dati - è Luca Poletti. Con la benedizione dei “bettiani” (e grazie, si racconta in via Regia , alla mediazione di Adalgisa Mazza, presidente del Pucciniano e di Sergio Tenducci, oggi nel Cda del Pucciniani, ieri in quello della Mover che oggi vede come socio privato la famiglia della moglie).
Restano spiazzati i dirigenti “storici” del partito viareggino: da Maestrelli, a Manfredi (presidente del Parco), a Palestini (presidente del consiglio provinciale). Che in un intervento dai toni forti consuma lo strappo con Dati: «Inaccettabile il metodo con il quale è stato scelto il candidato. Soprattutto per la dignità di ognuno di noi».
Convitato di pietra della serata è la senatrice Manuela Granaiola, che sostiene Giorgio Del Ghingaro, ex sindaco di Capannori, anche lui del Pd: «La questione Granaiola attiene al partito nazionale e non a quello regionale», risponde Antonio Mazzeo a margine dell’assemblea a chi chiede pone al questione di provvedimenti che andrebbero presi. Soprattutto per la dignità di ognuno di noi».
Poco prima, quando ormai l’ora si era fatta tarda, era stato Mazzeo a tirare le fila del dibattito: «Se oggi siamo a questo punto siamo tutti responsabili. A partire dal Pd regionale. E l’eccessiva divisione ha prodotto il disastro che c’è stato». In questa situazione, niente primarie: «Perché non ci possiamo permettere, tra un mese e mezzo, di essere ancora qui». Mentre la candidatura di Poletti «è quella giusta e a chi ha i capelli grigi chiediamo di mettere in campo un grande senso di responsabilità...».
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