Sicurezza
Se fare le analisi non serve a nulla
PIETRASANTA. Gli abitanti di Valdicastello hanno bevuto acqua contaminata dal tallio per anni. Minimo tre. Lo dicono le analisi effettuate dall’Asl nell’agosto e nel settembre del 2011 di cui nessuno - prima che scoppiasse il caso lo scorso autunno - si era accorto. Perché? Perché quel valore - sebbene il tallio sia un metallo tossico e potenzialmente molto pericoloso - non è inserito tra i parametri da monitorare per stabilire se l’acqua sia o meno potabile. Nessuno - a norma di legge - doveva controllarlo, nessuno l’ha fatto.
Nel 2013 però che l’acqua bevuta a Valdicastello contenesse quella sostanza micidiale era stato notato, eccome. Era evidenziato nelle analisi che Gaia - così è scritto nella relazione dell’azienda che gestisce la rete idrica - aveva comunicato ad Arpat. Quindi, stando così le cose, sia Gaia sia l’agenzia regionale per la protezione ambientale non solo avevano avuto la possibilità di sapere - come l’Asl due anni prima se solo avesse esaminato con più attenzione i dati a sua disposizione - ma erano potute venire effettivamente a conoscenza del fatto che una sorgente che alimenta la rete idrica era gravemente inquinata e che quindi nel paese di Valdicastello centinaia di famiglie erano esposte al rischio di una pericolosa contaminazione.
Ma anche questa volta - e qui sta lo scandalo emerso solo ieri - non è successo nulla: nessuno ha mosso un dito.
Così ci e voluto più di un altro anno perché Pietrasanta, grazie agli esami dell’Università di Pisa, scoprisse l’esistenza del problema che per cinque mesi ha reso imbevibile l’acqua a Valdicastello e per settimane ha mandato in tilt l’acquedotto anche in centro città, seminando disagi e paure.
Non è chiaro se tutto questo sia frutto di negligenza, equivoci, sottovalutazione dei fatti. Sarà l'inchiesta della procura a stabilirlo. Per adesso, insieme allo sconcerto, restano molte - troppe - domande.
Due su tutte: a che serve fare analisi se nessuno le esamina? Che senso ha rilevare un’anomalia e poi non preoccuparsi di verificare se sia stata risolta? Interrogativi retorici che contengono in sé le risposte: non serve a niente, non ha alcun senso. Le peggiori risposte che si possono dare a una comunità che, per colpa di una incredibile sequenza di errori, si ritrova a interrogarsi con preoccupazione sulla sua salute.
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