Sicurezza
Coltello alla gola del sindacalista: in due a processo
Viareggio, padre e figlio nei guai dopo l’aggressione all’esponente della Cgil: aveva chiesto all’azienda i soldi non pagati agli operai
VIAREGGIO. Finisce in tribunale la vicenda dell’aggressione coltello alla gola ai danni di un sindacalista della Cgil, che - secondo quanto raccontato dagli stessi rappresentanti dei lavoratori - avvenne nel 2013 nella Camera del lavoro di Viareggio. Una vicenda per cui due persone - Piero Calsabianca e il figlio Domenico Calsabianca, rispettivamente dipendente e socio dell’azienda di arredamento navale Yacht System - sono finiti a processo per minacce aggravate. Scaturite, secondo quanto si afferma nella denuncia del sindacato a cui la pubblica accusa ha dato credito, per un mancato accordo sul pagamento di alcuni arretrati agli operai.
L’aggressione. L’episodio, che fu denunciato pubblicamente dalla Cgil, destò grande clamore. Siamo nell’aprile 2013: nella sede del sindacato si tiene una trattativa tra la Yacht System, azienda navale con sede a Bozzano, e i rappresentanti dei lavoratori. Nel mirino c’è la cassa integrazione ordinaria, chiesta e ottenuta dall’azienda, che i dipendenti affermano di non ricevere da gennaio. La Yacht System è impegnata nel cantiere di Sanlorenzo ad Ameglia (La Spezia): assieme ai rappresentanti della Cgil provinciale, infatti, c’è anche un esponente del sindacato spezzino, Roberto Canale. Canale, che è segretario provinciale della Fillea a La Spezia, avanza la richiesta di versamento degli arretrati per i lavoratori impegnati ad Ameglia. E afferma che - in caso non si provveda a pagare gli operai - scatterà un decreto ingiuntivo. Di fronte a Canale - secondo quanto raccontano i sindacalisti - c’è il contabile dell’azienda, Piero Calsabianca. Che - sempre secondo quanto riporta la denuncia - si alza dal tavolo della trattativa e tira fuori un coltello. La lama viene puntata alla gola di Canale, che però - rivela lo stesso sindacalista - con un movimento del braccio la allontana. Anche Piero Calsabianca viene allontanato, ma la tensione è tutt’altro che svanita. Volano parole grosse, i sindacalisti parlano di minacce di morte. Canale sostiene che anche il figlio di Calsabianca, Domenico (socio dell’azienda), che è presente all’incontro, si avvicina e da dietro gli mette le mani intorno al collo. Anche in questo caso Canale lo allontana bruscamente.
La difesa. Subito dopo l’esplosione del caso, l’amministratore unico della Yacht System Marcello Umbre ammette l’aggressione, che viene confermata da un verbale. Ma smentisce la presenza del coltello. Affermando, inoltre, che i protagonisti dell’episodio si sono sentiti telefonicamente, quasi come per appianare la questione. Ieri Il Tirreno ha cercato di contattare l’azienda, senza riuscirci.
Il processo e la sentenza. La Cgil, però, ha intenzione di andare fino in fondo. E così scatta la denuncia in commissariato a Viareggio, per poi rendere pubblica la vicenda con un comunicato stampa di allarme su quanto accaduto. Si ritiene, infatti, di non dover tacere un episodio che evidenzia un peggioramento nelle relazioni sindacali e nei rapporti tra azienda e lavoratori. La Procura della Repubblica apre un fascicolo e chiede (e ottiene) il rinvio a giudizio di Piero e Domenico Calsabianca. Ieri in tribunale a Lucca si è tenuta la seconda udienza del processo (in cui il sindacato si è costituito parte civile), durante la quale sono stati ascoltati i testimoni dell’accaduto: oltre a Canale, che è parte offesa, i due sindacalisti Gabriele Ciucci e Claudio Vezzoni. La sentenza è attesa per il 19 maggio.
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