Il Tirreno

Versilia

Camaiore, chiesta la condanna di Roberto Romanini

Matteo Tuccini
L'arresto di Romanini nella sua casa di Camaiore per il sequestro dell'ex socio
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L'arresto di Romanini nella sua casa di Camaiore per il sequestro dell'ex socio

Due richieste alternative della Procura per il sequestro dell'ex socio: sedici anni oppure nove anni se il reato verrà considerato meno grave dai giudici del tribunale di Lucca

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CAMAIORE. Sedici anni, oppure nove anni di carcere per Roberto Romanini. Due richieste alternative di condanna sono state fatte dal sostituto procuratore Ettore Squillace Greco ai giudici del tribunale di Lucca, per la vicenda del sequestro dell’ex socio in affari di Romanini, l’imprenditore italo-finlandese Loreno Dalla Valle. Una vicenda per cui, al termine di una requisitoria fiume di due giorni, la stessa Procura distrettuale antimafia di Firenze ritiene di dover tenere aperte due possibilità. A seconda, cioè, che il reato venga ritenuto dai giudici più o meno grave.

Tutta la vicenda avrebbe avuto origine nel 2003, quando Romanini, imprenditore nel ramo dei funghi, conosce Dalla Valle in Finlandia: i due si mettono in affari, creando una società mista per l’esportazione dei prodotti in Italia. Tre anni dopo - sempre secondo le accuse - Romanini chiede al socio l’esclusiva per il mercato finlandese, ricevendo un rifiuto.

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A quel punto Romanini - a detta degli inquirenti - lo invita in un casolare a Camaiore. Qui l’industriale passa la notte con una donna e viene filmato. E il giorno successivo - sempre secondo la polizia - Romanini passa alle maniere forti. Minaccia l’ex socio con una pistola e lo rinchiude nel casolare. Gli fa vivere un’ora di terrore, intimandogli di firmare un contratto che in pratica regala l’esclusiva dei funghi nordici all'imprenditore camaiorese, più 3 milioni e mezzo di euro di falsi crediti. Per convincerlo, Romanini avrebbe detto all’ex socio di essere in possesso del video in cui lui ha l’incontro intimo con la donna, e quindi di poterlo usare a scopo di ricatto.

Dalla Valle firma il contratto, e il giorno dopo scappa in Finlandia. Denuncia l'accaduto e viene a sua volta denunciato da Romanini per truffa e appropriazione indebita: poi sarà assolto.

Le indagini si aprono, si chiudono e poi vengono riaperte per una serie di vicissitudini. Finché, nel febbraio 2013, Romanini viene arrestato e finisce in carcere.

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Secondo Romanini, difeso dall’avvocato Maurizio Tonnarelli, il contratto era già stato firmato prima del presunto sequestro e quindi non avrebbe avuto senso fare una cosa del genere. L’avvocato Tonnarelli ha chiesto l’assoluzione con formula ampia per il suo cliente.

Il pm Squillace Greco, invece, ha chiesto sedici anni e mezzo di condanna in caso i giudici ritengano che si tratti di un sequestro di persona a scopo di estorsione. Nel caso in cui, invece, secondo il tribunale si configurerà un’estorsione con sequestro di persona semplice, allora - secondo il pm - si dovrà condannare Romanini a nove anni e sei mesi. La sentenza è attesa per il 25 marzo.
 

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