Il Tirreno

Versilia

Tossicodipendente guidava l'ambulanza ribaltata in autostrada

La sede della Misericordia di Lido di Camaiore
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La sede della Misericordia di Lido di Camaiore

In affidamento ai servizi sociali, aveva interrotto il percorso Sert. Dal carcere denuncia: «La Misericordia di Lido di Camaiore non doveva farmi fare quel lavoro»

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LIDO DI CAMAIORE. Potrebbe finire in tribunale il contenzioso tra un giovane tossicodipendente, oggi in carcere ma fino a qualche tempo fa in affidamento terapeutico e in servizio alla Misericordia di Lido di Camaiore, e l’associazione di volontariato per la quale lavorava, con un contratto di tirocinio, come autista.

Una vicenda che comincia più di un anno fa, il 29 novembre 2013, sull’autostrada A11 all’altezza del Comune di Agliana. L'uomo, che chiameremo Luigi per proteggerne l’identità, è alla guida dell’ambulanza che resta coinvolta in un incidente con un camion durante un sorpasso. A bordo dell'ambulanza ci sono una paziente, che deve essere trasferita in ospedale a Firenze, e una volontaria. I feriti sono tre.

Luigi è in affidamento ai servizi sociali e deve seguire il percorso stabilito dagli assistenti sociali con il Sert perché è un tossicodipendente. Ma è alla guida del mezzo e, dalle analisi dopo lo scontro, risulta positivo alle sostanze stupefacenti. A distanza di oltre un anno da quell'episodio Luigi è in carcere per la revoca dell'affidamento terapeutico. E dal carcere racconta tutta la sua amarezza, affidata a una lettera recapitata al giornale dalla moglie: «Mio marito non doveva essere su quella ambulanza - racconta la giovane madre - e in questa lettera spiega perché».

L'uomo racconta: «Prestavo servizio alla Misericordia con un contratto di tirocinio formativo come autista con obbligo di accompagnamento del tutore». Ma poi aggiunge: «Mi trovavo più volte alla guida dell'ambulanza senza nessuna autorizzazione, né corsi di primo soccorso e senza tutore per servizi come trasferimenti, dimissioni e varie visite ospedaliere». Come appunto il giorno dell'incidente: con l'autista in affidamento terapeutico sull'ambulanza c'erano una paziente e una volontaria dell’associazione.

Ma su questo aspetto è la stessa Misericordia a smentire Luigi: «C'è un regolare contratto firmato da questa persona con l'associazione al Centro per l'Impiego - spiega una delle responsabili dell'associazione - che poteva svolgere l'attività di autista». Peraltro all'associazione non risultava «che ci fossero dei problemi rispetto al percorso avviato con il Sert». Insomma nessuno aveva comunicato alla Misericordia che Luigi stesse assumendo sostanze stupefacenti perché dai controlli non risultava «quindi poteva prendere servizio come autista» conclude l'associazione.

Il motivo del contendere però non è solo questo. Luigi contesta anche il fatto che la Misericordia di Lido non abbia preso in considerazione la sua versione dei fatti rispetto alla dinamica dell'incidente del novembre 2013. «Vidi dal mezzo pesante che mi precedeva - scrive dal carcere - perdere del carico laterale». L'ambulanza rallentò ma non fu sufficiente, racconta, per evitare l'impatto. Luigi raccontò l'accaduto alla Misericordia e naturalmente a vigili del fuoco e polizia stradale.

Ma nel verbale della stradale i fatti risultano essere altri. «Nel verbale della Stradale - replica la Misericordia - la ricostruzione dell’incidente è un'altra e attribuisce la responsabilità dell'impatto all’autista multato anche per eccesso di velocità. Cosa potevamo fare? Siamo stati costretti a prenderne atto». E così alla Misericordia viene attribuita la responsabilità dell'incidente e il caso viene sostanzialmente chiuso. Ma è proprio questo che all'uomo, finito dietro le sbarre, non va giù. «Non mi ritengo primo responsabile dell'accaduto - afferma - vorrei una spiegazione da tutte le persone che hanno gestito il caso senza informarmi dei loro passi. Io sto pagando con la revoca dell'affidamento senza che nessuna persona mi abbia tutelato nella mia posizione».

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