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Pozzoli: «Botteghino ok, ma il buco del 2014 resta»

di Claudio Vecoli
Pozzoli: «Botteghino ok, ma il buco del 2014 resta»

L’inquilino di Palazzo delle Muse parla dell’edizione appena chiusa (e del futuro) «Se il 30 giugno mi chiedessero di restare? Ipotesi improbabile, ma ci penserei...»

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VIAREGGIO. I numeri, adesso, gli danno ragione. E per lui che di cifre si nutre quotidianamente, non potrebbe esserci soddisfazione maggiore. Grazie ai 395mila euro incassati con l'ultimo corso, il commissario della Fondazione Stefano Pozzòli ha infatti centrato l'obiettivo di bilancio che si era posto: doveva incassare 2 milioni e 30mila euro e alla fine dal botteghino sono arrivati 2 milioni e 21mila. E non saranno certo i novemila euro che mancano a rovinare la festa al numero uno di Palazzo delle Muse. Risultati che non per questo zittiscono le critiche che soprattutto nell'ultima settimana gli sono arrivate da più fronti (vedi il Manifesto dei Cinquanta e la polemica incrociata con il suo predecessore Stefano Pasquinucci). Ma che di certo ne rafforzano la posizione.

Commissario Pozzòli, partiamo dai numeri. Che, alla fine, le danno ragione...

«I conti del botteghino, euro più euro meno, adesso tornano. E questo è senza dubbio motivo di grande soddisfazione. Anche perché il risultato che ci eravamo prefissati, seppur frutto di una media ponderata degli incassi degli ultimi anni, era sicuramente ambizioso. Ma vorrei ricordare che resta il debito da due milioni di euro che abbiamo ereditato. Insomma, prima di esultare bisogna risolvere anche questa questione. Il buco precedente resta, anche se stiamo lavorando per trovare delle soluzioni».

Determinante, per il raggiungimento dell'obiettivo, l'esperimento del sabato finale in notturna. Che si è rivelato un successo.

«Ritengo che la nuova struttura che abbiamo dato al calendario ai corsi mascherati funzioni. Rinunciando al corso del martedì grasso che da un punto di vista economico non portava utili, adesso possiamo contare su cinque corsi potenzialmente buoni. Pur non piovendo, nei primi tre corsi abbiamo risentito delle condizioni climatiche non favorevoli a causa del freddo, della neve e della pioggia negli immediati dintorni della Versilia. Però, a mio modo di vedere, lo schema che abbiamo scelto quest'anno è da mantenere. A cominciare proprio dal corso in notturna del sabato sera. Non a caso abbiamo già impostato le date per il prossimo anno».

A proposito delle date del prossimo anno. L'averle fissate così spostate in Quaresima ha sollevato più di una critica. E forse è stata quella la scintilla che ha dato vita al Manifesto dei Cinquanta che le è stato consegnato sabato pomeriggio.

«Di quel manifesto, come ho detto agli interessati, credo che sia stato sbagliato il destinatario. Che dovrà essere il prossimo sindaco di Viareggio. Dipenderà da lui lo stanziamento di risorse in base alle quali impostare la manifestazione. Se, per esempio, la politica deciderà di stanziare 3 milioni e mezzo di euro per il Carnevale, allora lo si potrà fare anche ad ingresso gratuito. A me la Regione Toscana ha dato un compito preciso: impostare il Carnevale con una certa cifra. E io quello ho fatto».

Cosa pensa di quel Manifesto?

«Forse qualche punto potrebbe anche essere condivisibile. Più in generale, però, a me non interessa per il taglio che gli è stato dato dagli estensori. Si rivolge ad un altro pubblico. E c'è dietro molta politica. Dico però che quando si fa una vera raccolta di firme, allora devono essere davvero tante per poter rappresentare una città. Altrimenti si fa un manifesto di intellettuali o personaggi legati al Carnevale e lo si fa sottoscrivere ad un numero limitato di persone. Quello che ne è venuto fuori non è né un manifesto né una raccolta di firme. Perché poco più di cento firme, in una città di quasi 60mila abitanti, non hanno praticamente alcun valore».

Dopo cinque mesi alla guida del Carnevale, che idea si è fatto dei viareggini?

«Li ho trovati molto collaborativi e affezionati al loro Carnevale. Poi ci sono quelli pregiudizialmente contrari a tutto ciò che viene fatto, ma si tratta di una minoranza. In realtà in questi mesi ho ascoltato molte persone che mi hanno dato dei consigli di cui ho fatto tesoro».

Parliamo del futuro. C'è chi la vede alla guida della Fondazione anche dopo il 30 giugno, ovvero quando scadrà il suo mandato di commissario...

«La vedo una ipotesi decisamente improbabile. E, soprattutto, non dipende certo da me...»

Ma se le chiedessero di restare?

«Se mi venisse proposto, certamente lo valuterei. E' una esperienza che ho fatto con piacere. E in questi mesi ho acquisito una conoscenza della materia che naturalmente prima non avevo. Però continuo a dire che si tratta di una ipotesi improbabile».

Le fondamenta per il Carnevale 2016, però, potrebbe gettarle lei. Lo ha dimostrato lanciando il Carnevale estivo a pagamento e fissando già le date per il prossimo anno. Adesso metterà mano anche al nuovo bando di concorso?

«Adesso datemi qualche giorno per riflettere. Certo, anche per chi verrà dopo di me, mettere le basi per la prossima edizione sarebbe un vantaggio perché ci porteremmo avanti con il lavoro».

Nel nuovo bando, ad esempio, si dovrà decidere il numero delle costruzioni in concorso. E si tratta di un argomento molto delicato, visto che da tempo si parla di tagli ai costi della cartapesta...

«Non escludo nulla. E, soprattutto, non ho preconcetti di sorta. Però dovremo ragionarne a mente fredda intorno ad un tavolo. E adesso è ancora presto».

Fra gli altri argomenti all'ordine del giorno legati al bando c'è anche la reintroduzione delle promozioni e retrocessioni fra carristi e mascheratisti.

«Su questo mi sono fatto un'idea chiarissima. Trovo sbagliatissimo che non si premi il merito. Il meccanismo degli avanzamenti e delle retrocessioni deve essere assolutamente reinserito. Il Carnevale di Viareggio ha bisogno che vada avanti chi merita».

Parliamo delle giurie. Il verdetto lo ha convinto?

«Credo che non sia importante se io condivido o meno le classifiche. Ritengo però che le giurie abbiano svolto egregiamente il loro compito. Si potrà discutere se questo o quel carrista meritava una posizione in più o una in meno. Ma non credo che vi siano state grandissime sorprese».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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