Sicurezza
Si giurano amore eterno sul carro
Lacrime e coriandoli per Simone e Irene sposi sulla costruzione di Allegrucci
VIAREGGIO. «Simone, intende prendere per moglie la qui presente Irene?». «Sì, lo voglio». Amici e familiari dei novelli sposi applaudono. Le urla di gioia si mescolano a rivoli di lacrime di commozione. Scene da un matrimonio. Ma non uno qualsiasi: Simone Campanaro e Irene Ghilarducci, due giovani viareggini, hanno pronunciato il fatidico «sì» sopra il carro di seconda categoria di Jacopo Allegrucci. Che, per un curioso scherzo del destino - o di Carnevale - ha la forma di una gigantesca torta nuziale con il tricolore italiano.
Il matrimonio tra Simone e Irene ha vivacizzato l’attesa per l’ultimo corso mascherato: alla cerimonia hanno assistito i parenti stretti, le maschere del carro di Allegrucci ma anche conoscenti e, soprattutto, un nugolo di passanti incuriositi da questo insolito evento. Che non è inedito nel suo genere: nel 2011 Roberto Poli e Ilaria Cordoni furono uniti in matrimonio sulla costruzione del Rione Vecchia Viareggio. Simone e Irene, dal canto loro, possono almeno fregiarsi di essere i primi ad essersi scambiati anelli e promesse a bordo di un carro in concorso. Lui in completo blu scuro e cravatta celeste, lei in abito rigorosamente bianco, lasciano poco o nulla al caso: prima scattano le foto di rito varcando un arco floreale, poi in mezzo a due ali di folla salgono a bordo del carro addobbato di palloncini bianchi, rossi e neri (c’è forse bisogno di ricordare che sono i colori di Burlamacco?). Qui, tra i coccodrilli modellati da Allegrucci, li attendono il cerimoniere Mauro Adami, zio della sposa, e i testimoni - lui è fiancheggiato dal fratello Gionata, che in passato realizzò alcune maschere isolate, lei dalla sorella Giulia. E mentre risuonano le inconfondibili note della marcia nuziale e di «Viva gli sposi», la canzone scritta per il carro di Massimo Breschi di un paio d’anni fa, alcuni figuranti del carro srotolano uno striscione: «Auguri…ma siete sicuri?».
Certo che lo sono: la risposta non può che essere «sì». La stessa che esce dalla bocca di Simone e Irene al momento della domanda «Vuoi tu prendere…?». Altro che amori fugaci: ai corsi mascherati c’è spazio pure per le promesse di eterna fedeltà. Evviva il Carnevale, evviva l’amore. E se è vero che in Inghilterra, come in altri paesi del Nord Europa, i coriandoli vengono chiamati «confetti», ecco che l’assonanza tra Carnevale e matrimonio non è poi così bizzarra…
Simone Pierotti
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