Il Tirreno

Versilia

Allegrucci tre volte primo sognando il grande salto

di Donatella Francesconi

Undici anni di seconda categoria ed oggi il giovane carrista racconta di sentirsi pronto per la prima: «Giornate come queste ti ripagano di tutto»

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VIAREGGIO. “Del nostro dolce vendiamo una fetta, per festeggiare la nostra tripletta”: mentre il tripudio di fuochi d’artificio illumina piazza Mazzini, il carro di Jacopo Allegrucci - primo tra quelli di seconda categoria - torna ad aprirsi e della torta spunta lo striscione. Poi - ricordano i ragazzi di Allegrucci - «la colonna sonora è sempre la stessa». E le note di “We are the champions” sovrastano qualsiasi altro suono. Mentre papà Allegrucci si arrampica sul carro, a raggiungere il figlio, e sembra avere vent’anni anche lui.

Dopo lo spumante d’obbligo (che scorrerà fino a notte fonda per affogare mesi di lavoro, fatica e ansia), Jacopo Allegrucci è un fiume in piena. Ha voglia di raccontare e raccontarsi, nel giorno in cui arriva primo per la terza volta nella seconda categoria, senza prospettiva di fare il salto tra i “big”. «Sono in seconda categoria da undici anni, ho vinto tre volte di seguito e credo proprio di essere pronto per la prima categoria. Purtroppo, però, con il bando bloccato...Certo che uno ci spera sempre...».

Sognando il carro grande sulla scia del costruttore al quale Allegrucci racconta in qualche modo di ispirarsi: «Ognuno ha il suo stile e ciascuno di noi fa quello che si sente...Ma se devo pensare a chi mi sento più vicino nel mio lavoro dico Arnaldo Galli...Anche per l’uso dei colori che ho cercato di fare mio...».

Non è stato un Carnevale facile quello che si è concluso ieri: «Difficilissimo lavorare come abbiamo fatto - sottolinea Allegrucci -. Perché abbiamo cominciato tardi e abbiamo proseguito nell’incertezza. Da Natale in poi, però abbiamo marciato...Vanno ringraziati i costruttori che ci hanno sempre creduto». E alla fine il miracolo del Carnevale è andato in scena ancora una volta, nell’”anno domini” del dissesto, quello della Fondazione Carnevale commissariata e dei finanziamenti appesi alle scelte del Governo centrale.

Inevitabile chiedere al tre volte vincitore se valga ancora la pena di credere nella manifestazione, tanto da giocarcisi presente e futuro. La risposta arriva senza esitazioni: «Mi auguro davvero che il mio futuro sia ancora questo. Anche perché altrimenti non saprei davvero cos’altro fare». Ma non c’è solo il posto di lavoro da mantenere a guidare le risposte del carrista: «Sai cos’è? Giornate come quelle di oggi (ieri per chi legge, ndr), con i carri in mezzo a tutta questa folla, ti ripagano davvero di tutto».

Disponibile, sincero, semplice, guidato da tanta voglia di fare e di crederci di nuovo, con la mente alla prossima edizione: Jacopo Allegrucci meriterebbe - se ci fosse tra quelli che la Fondazione Carnevale consegna ogni anno a fine manifestazione - anche il premio “ragazzo di Viareggio”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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