La manifestazione
Spunta l’ipotesi del terzo nome
Proposta dal gruppo dei quaranta: convergere sul presidente del consiglio provinciale
VIAREGGIO. Potrebbe dire sì ad una candidatura sulla poltrona che scotta solo se «fossi coinvolto in un quadro ampiamente condiviso». Così parla Andrea Palestini che di Viareggio è già stato giovane sindaco ed oggi è presidente del consiglio provinciale. Sapendo che il quadro è di quelli appesi in casa del Pd viareggino è come dire d’agosto in spiaggia che si è disposti a sciare subito se nevicasse. Ieri Palestini ha lungamente parlato con Giuseppe Dati, commissario del Pd locale, dopo che giovedì sera quel che resta del documento dei quaranta ha portato a Dati il nome dello stesso Palestini, come alternativo a quello di Luca Poletti scelto da Dati e dal Pd regionale, ma che sulla carta ha i maggiorenti del partito tutti contro. «Dati mi ha detto - spiega Palestini - che l’assemblea di martedì potrebbe aprirsi in maniera un po’ più “laica”...». E Poletti, viene da chiedersi, è già sulla strada della rottamazione, dopo essere stato il candidato al quale lo stesso Dati ha lavorato per mesi in quanto avente la caratteristica fondamentale di non appartenere ai “giochi” del Pd viareggino? Difficile credere ad un cambio repentino di rotta, anche considerando che Poletti in queste ore sta avviando il proprio comitato elettorale. E che Giuseppe Dati è uscito nel fine settimana con una presa di posizione nel quale indica Poletti come l’uomo giusto. Certo è che l’assemblea di martedì, alla presenza del responsabile dell’organizzazione del Pd regionale, rischia di essere una resa dei conti, tutti contro tutti. Da Leonardo Betti che ha capito che la ricandidatura non è possibile, alla sinistra del partito più disponibile per Poletti, ai “big” stretti intorno a Palestini, alla senatrice Granaiola al lavoro con il gruppo nato intorno a Giorgio del Ghingaro.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
