Gioco
Nuovo esposto per il tallio: «Chi ha sbagliato paghi»
Il Comitato di Valdicastello continua la battaglia per individuare le responsabilità dell'inquinamento alla rete idrica di Pietrasanta. Intanto l’acqua in paese è torbida e si chiede di rispettare gli impegni sulle analisi
PIETRASANTA. L’acqua, nella bottiglia di plastica appoggiata sul tavolo, è torbida. Arriva da Montepreti di Valdicastello. «Ci dicono che non c’è più problema, che il tallio è sparito e che possiamo stare tranquilli, ma lei la berrebbe quest’acqua? Ecco, noi facciamo altrettanto. Non la beviamo».
Il giorno dopo la revoca dell'ordinanza che dal 3 ottobre vietava l’uso potabile ed alimentare dell'acqua, nella frazione restano diffidenza e preoccupazione. «La prossima settimana presenteremo un secondo esposto in Procura e nell’occasione chiederemo chiarimenti sul mancato controllo, negli ultimi anni, della sorgente Molini di Sant’Anna, così come imponeva la legge. Chi ha sbagliato ne deve rispondere» affermano Luigi Pelliccioni, Stefano De Franceschi e Paolo Del Frate, referenti del Comitato di Valdicastello.
Acqua torbida. «Faremo di nuovo analizzare l'acqua: dato per scontato che non ci sia più il tallio vogliamo capire come mai l’acqua dei rubinetti di MontePreti, ad esempio, è marrone e presenta residui, presumiamo, di ferro. Se le analisi certificheranno qualche anomalia faremo immediata denuncia. Gaia ci dice che la torbidità è dovuta ai serbatoi domestici e alla presenza di ferro e che il lavaggio degli stessi sebatoi spetta agli utenti. Dopo mesi di disagi e preoccupazioni, dall'ingegnere Daniele Franceschini di Gaia ci saremmo aspettati ben altre risposte. E invece ci hanno tolto anche la cisterna di zona da cui ci rifornivamo e visto che l'acqua non è bevibile, in alcune località, moltissimi di noi fanno ancora ricorso alle bottiglie. A Valdicastello non c'è certezza su nulla: che si parli di passato, presente o futuro» precisa Del Frate.
Rabbia. La revoca dell’ordinanza «non sposta di un centimetro le nostre convinzioni. Qui c’è poco da festeggiare - evidenzia Pelliccioni - il sindaco ci invita alla cautela ma noi diciamo che la cautela dovevano averla il Comune, Gaia, Arpat, Asl e compagnia cantante in passato, perché, ad oggi, non sappiamo ancora cosa abbiamo bevuto in tutti questi anni. Siamo stati fin troppo tolleranti e collaborativi e il risultato è che ci hanno escluso dalla firma del protocollo in Regione, relativo ai diversi interventi da eseguire sul territorio. Eppure il presidente Enrico Rossi così come il sindaco, non fanno altro che elogiare il ruolo dei comitati. C’è una fortissima delusione in paese, ma stiano pure certi che controlleremo ogni passo e che tuteleremo in tutte le sedi i diritti della nostra gente. Noi non colpevolizziamo nessuno, ma vogliamo capire chi ha sbagliato in tutta questa vicenda: gli avvocati Cucurnia e Vetero stanno definendo il nuovo esposto».
Esami. Comitato che si dichiara pronto a clamorose proteste «se non verranno rispettati gli impegni presi sull'iter degli esami dei campioni dei capelli: 300 residenti hanno avuto la garanzia che il controllo sarebbe stato doppio, un laboratorio indicato dall'Asl - rilanciano dal Comitato - e il Cnr. Così come siamo da tempo in attesa dell'esito relativo ai 700 campioni di urine. Ricordiamo che le analisi eseguite a carico dei privati hanno evidenziato che un residente su due risulta, in determinate zone, esposto al tallio. Più che chiedere cautela alla gente, qualcuno dovrebbe cominciare a dare risposte e a chiarirci cosa ci dobbiamo aspettare per la nostra salute».
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