Gioco
Il mercato dei fiori di Viareggio rischia di chiudere per un tubo
Sos della Coldiretti per le condizioni della struttura dove operano circa 250 imprese florovivaistiche
VIAREGGIO. È una situazione sull’orlo del disastro quella del mercato dei fiori. Il suo destino - come sottolinea il presidente provinciale di Coldiretti Cristiano Genovali - è appeso a un filo. Che potrebbe spezzarsi da un momento all’alto.
A dimostrazione delle condizioni in cui versa c’è l’ennesimo problema denunciato proprio dall’associazione dei coltivatori: un tubo dell’acqua potabile è rotto da settimane ma nessuno provvede ad aggiustarlo. Motivo: non ci sono soldi. Basterebbe poco per dichiararlo inagibile.
La chiusura del mercato significherebbe mettere per strada almeno 250 imprese florovivaistiche ed altrettanti operatori della filiera costringendoli ad emigrare al mercato di Pescia. «Il futuro del mercato dei fiori al Marco Polo è appeso ad un filo perché mancano i soldi - scrive Genovali - per aggiustare un tubo dell'acqua potabile. A questo punto credo che l'obiettivo sia quello di arrivare a dichiarare la struttura inagibile e pericolosa così da avere la scusa per chiuderla definitivamente e buttarci fuori».
In realtà, prima del dissesto, il Comune di Viareggio aveva richiesto alla Regione un contributo di 250mila euro da destinare alla ristrutturazione del mercato dei fiori incassando un incoraggiante segnale di apertura. I soldi probabilmente la Regione ce li avrebbe anche messi. Tra le possibilità anche quella di una gestione consortile tra le imprese. Era stata proprio un'azione di Coldiretti congiuntamente alle altre associazioni di categoria a facilitare questo percorso: «Al mercato dei fiori turnano, indicativamente, dalle 300 alle 400 persone nei giorni di apertura. Il florovivaismo è un settore importante e vitale per l'economia viareggina da permetterne lo sfratto. Viareggio - conclude Genovali - deve restare la capitale dei fiori».
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