Finanza
Forte ora rischia grosso con l’albergo diffuso
FORTE. Che timori potrà mai avere la capitale vip della Versilia (che presto potrebbe avere una concentrazione senza paragoni di 5 stelle lusso) dalla proposta di legge regionale sul turismo...
FORTE. Che timori potrà mai avere la capitale vip della Versilia (che presto potrebbe avere una concentrazione senza paragoni di 5 stelle lusso) dalla proposta di legge regionale sul turismo approvata dalla Giunta toscana e che apre alla possibilità di trasformare in quasi alberghi, ma senza gli stessi obblighi, perfino l’appartamento al mare o il monolocale nei centri storici? La risposta, inattesa, è laconica: «Che vadano su internet dove già si offrono, anche qui al Forte, appartamenti per un giorno!». E a darla è Paolo Corchia, storico presidente degli albergatori fortemarmini, e di Federalberghi toscana, che sta conducendo una battaglia serrata contro questa controversa apertura regionale, e che finora sembra aver fatto soprattutto arrabbiare l’intera categoria. Il progetto - è noto - è quello del cosiddetto “albergo diffuso” nato per spingere il turismo a tutti i livelli, un movimento che rappresenta la seconda voce del PIL regionale con ben con 10 miliardi di ricchezza prodotta. «Abbiamo fatto di tutto per evitare questa deregulation del tutti che possono affittare tutto - spiega Corchia – non per oscurantismo o corporativismo, ma riesce davvero incomprensibile a tutti noi capire questa scelta. Quello che più mi preoccupa – prosegue il presidente degli albergatori del Forte - è che di fatto si va a dare una risposta positiva alle lobby della ricettività senza obblighi e senza regole. Con tutto ciò che ne deriva. Dando cioè incentivi alla scarsa o inesistente professionalità in campo ricettivo, aiutando l’evasione e non dando al cliente alcun corrispettivo di sicurezza e garanzia”. Al Forte però con la sua frequentazione medio-alta e alta non ci dovrebbero essere contraccolpi… “E chi l’ha detto. Anche in una località come Forte dei Marmi già si avvertono i sintomi e non si contribuisce alla salute del sistema turistico danneggiando, forse irreparabilmente, chi come noi albergatori dà occupazione ed entrate tributarie. Infatti – prosegue Corchia - chi affitterà senza regole una stanza di casa non creerà posti di lavoro, ma contribuirà semmai a far calare quelli del settore alberghiero, non darà sicurezza né in termini assoluti né antincendio come invece una qualsiasi struttura alberghiera è obbligata giustamente a dare. E non parliamo della pressione fiscale che ci sta distruggendo da qualche stagione; si pensi ai costi esorbitanti della Tarsu che ormai pesano insopportabilmente sulle nostre strutture, che cucine a parte, sono solo camere e producono poco più che polvere. E gli esempi di Firenze in testa, ma anche Lazio e Veneto di cosa potrà accadere non mancano certo!” Questa nuova Toscana che liberalizza l’albergo diffuso è un po’ come “Uber” per i tassisti? “Sì, si va a disarticolare e a scardinare un settore, come quello alberghiero, in maniera dirompente, proprio come sta facendo la celebre app per i taxi, senza però costruire nulla alle spalle. E alla fine potrebbe rimanere soltanto cenere di un settore che è da sempre un’eccellenza toscana. Tra l’altro questa offerta di albergo diffuso, dalle nostri parte, - conclude Corchia - finirà anche con il danneggiare pure gli agenti immobiliari. Chi vorrà prendere in affitto una camera (e già si trovano da 25 a 50 euro) lo farà su internet attraverso i siti specializzati e che nasceranno su questa scia, non lo farà certo rivolgendosi all’agenzia immobiliare, che qui, invece, movimentava tradizionalmente i turisti che volevano fare una vacanza in alloggi privati».
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