Una parete dove scrivere ciò che si vuole
In piazza Garibaldi sarà installato un grande pannello al servizio dei cittadini
FORTE DEI MARMI. Non sarà scritto in cinese, ma con i dazibao avrà davvero tante cose in comune. Stiamo parlando del pannello che sarà presto installato in centro al Forte sul quale si potranno scrivere a mano e liberamente i propri pensieri.
L’iniziativa si colloca nell’ambito del progetto interattivo “Niente paura, Scrivi! - Don’t be afraid Write!”, approvato ieri dall’amministrazione comunale.
Il pannello, una solida struttura di due metri e ottanta di lunghezza per due metri e trenta di altezza, sarà installato nella centralissima piazza Garibaldi e tutti vi potranno scrivere qualcosa.
Sarà infatti un classico cartellone bianco, che verrà messo a disposizione di chi vorrà, in modo del tutto libero da costrizioni e senza timore alcuno, dare sfogo a ciò che in quel momento riterrà più opportuno esprimere a parole o con immagini.
L’idea è di Marco Morini dell’omonima gioielleria, e il progetto è stato accolto con simpatia dalla giunta municipale che vedrà questo esperimento di comunicazione anche visuale per la prima volta nel centro città, dal mese di aprile fino a quello di settembre.
«Sarà un segnale indelebile della personalità di chi vorrà cimentarsi in questo libero esercizio – spiegano dal municipio - e indipendentemente dai risultati attendibili, attraverso disegni di vario genere, provocazioni e chissà pure insulti, come anche pensieri e riflessioni più profonde, darà la possibilità di dare voce reale e intensa alle persone, comprendere ciò che sta accadendo al nostro paese, alla nostra società e a tutto il mondo che ci rappresenta. Percepire e capire i movimenti delle persone attraverso una lettura, forse sociologica, forse psicologica, sicuramente profonda, delle tracce che le persone stesse vorranno lasciare – concludono infine i promotoridel progetto “Niente paura, Scrivi!” - è appunto l’obiettivo finale di questa iniziativa, che non vuole essere arte o anche soltanto un modo di fare arte, ma libertà d’espressione a trecentosessanta gradi e a disposizione di tutti i cittadini».(r.f.)
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