Italia
Seppellito a fianco della madre che ha ammazzato
A Capezzano i funerali di Andrea Bresciani e Maria Palmerini le salme tumulate insieme nel cimitero della Pieve
CAPEZZANO PIANORE. Madre e figlio insieme, ancora una volta, nella morte come nella vita: i tragici protagonisti dell’omicidio-suicidio di Capezzano Pianore riposeranno eternamente vicini. Sono infatti state tumulate l’una a fianco all’altra, nel cimitero camaiorese della Pieve, le salme di Andrea Bresciani e della madre Maria Palmerini. La cerimonia funebre, a cura della Misericordia di Camaiore, si è tenuta nella mattinata di ieri, presso la chiesa della parrocchia di Capezzano Pianore.
Un ultimo saluto discreto e riservato, senza eccessi, quello tributato ad Andrea ed alla signora Maria, a cui hanno partecipato in tanti tra amici, parenti e semplici conoscenti. Una cerimonia che non ha voluto lasciare spazio a troppa retorica, né cercare risposte o colpevoli: a vincere sono stati il dolore e lo stordimento di chi ancora non sa spiegarsi fino in fondo i perché che hanno portato Bresciani ad imbracciare un fucile, uccidere la madre e poi, due ore dopo, porre fine alla sua esistenza.
Troppo pesanti le difficoltà economiche, troppo umiliante l’ultimo smacco della messa all’asta della casa: la pressione lo ha schiacciato, offuscandone la ragione.
Lacrime silenziose quelle dei presenti, che hanno affrontato con toni pacati un epilogo che nessuno si sarebbe mai potuto attendere. Ai discorsi di commiato dal pulpito della chiesa si è preferito un rispettoso silenzio: nessuno dei presenti ha comprensibilmente avuto la voglia o la forza di parlare, di spiegare, di ricordare.
È proprio al silenzio che il parroco don Angelo Pioli ha voluto fare riferimento nella sua breve ma significativa omelia: «Stupisce e impressiona – dice il sacerdote - il netto contrasto tra il rumore mediatico che si è creato attorno alla vicenda ed il silenzio che lo ha preceduto, dietro al quale la famiglia si era rinchiusa. Oggi, di fronte a questo fatto tragico possiamo solamente raccoglierci nella preghiera, in modo che quel silenzio possa trasformarsi in un accorato grido di amore».
Regna ancora l’incredulità tra i conoscenti di Bresciani, i quali non vogliono accettare che il solare e bonario portiere d’albergo sia stato il protagonista di questa tremenda tragedia familiare: «Ancora non riesco a crederci - dice Nicola, 27 anni, amico ed ex collega di Bresciani - l’ho sentito per l’ultima volta giovedì scorso: mi aveva parlato di lavoro, promettendomi che si sarebbe fatto risentire ad inizio settimana».
C’è chi ha interpretato quel silenzio come un impeto di orgoglio da parte di chi, persi gran parte dei suoi averi, ha voluto tenersi stretta la propria dignità: «È sicuramente difficile – dichiara un amico che preferisce rimanere anonimo – vedersi portare via la casa, per giunta se vi abita una persona anziana. Dietro al silenzio dei due c’era la volontà di mantenere intatta la propria reputazione: penso sia proprio per questo che Andrea e sua mamma abbiano preferito mascherare la realtà, pur di non darla vinta a chi forse avrebbe goduto delle loro disgrazie».
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