Il Tirreno

Versilia

L’emergenza tallio è finita ma restano tanti nodi da sciogliere

di Luca Basile
L’emergenza tallio è finita ma restano tanti nodi da sciogliere

Dall’inchiesta della procura all’analisi epidemiologia: i punti cardine per cercare le responsabilità Intanto il sindaco chiede le analisi sui suoi capelli e invita alla cautela medici e avvocati

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PIETRASANTA. L’emergenza è finita, ma i nodi da sciogliere intorno all’emergenza tallio erano e restano molti. Dall’inchiesta della Procura per accertare eventuali responsabilità fino allo studio epidemiologico per stabilire i livelli di esposizione al tallio fra i pietrasantini ed ancora al monitoraggio, periodico, di sorgenti e acquedotti presenti sul territorio. Soprattutto qualcuno, prima o poi, dovrà chiarire in che modo il tallio sia finito nei rubinetti di casa di 1500 famiglie.

Lombardi. «Il primo obiettivo è stato raggiunto: con la firma di revoca dell'ordinanza del 3 ottobre scorso di bere acqua a Valdicastello, un percorso si è completato. Adesso andiamo avanti con forza sull’indagine sanitaria e su quella ambientale, consapevoli di avere in poco tempo organizzato una struttura efficiente e qualificata che ha affrontato un problema che non si era mai presentato in Italia in questi termini, e che ha pochissimi riscontri anche a livello mondiale Ringrazio enti e comitati cittadini per il lavoro che hanno svolto, ma invito tutti - medici e avvocati inclusi - ad attenersi con serenità ai risultati degli studi in corso, condotti da personalità scientifiche di alto valore. Solo quando avremo i dati degli studi condotti su centinaia di persone potranno essere fatte valutazioni serie ed approfondite, che in questo momento non hanno invece alcuna reale base scientifica».

Gaia. In attesa di saperne di più se le bollette, finita l’emergenza, saranno inviate a domicilio degli utenti interessati all’ordinanza, per il pagamento («penso che la sospensione per il momento resti, è in atto solamente la lettura dei contatori»), l’ingegnere Daniele Franceschini di Gaia nega l’accusa di tempi di intervento troppo lunghi a margine dell’emergenza. «La sorgente da cui proveniva il tallio è stata isolata immediatamente dalla rete pubblica mentre la rete adduttrice del paese è stata completamente sostituita. La società di gestione ha già speso oltre 700 mila euro in lavori e arriverà a circa 2 milioni di euro di investimenti per potenziare l’approvvigionamento idrico della zona, operazione necessaria dopo l’esclusione della sorgente contaminata e che eviterà una crisi estiva nel centro di Pietrasanta. In poco più di due mesi abbiamo realizzato una nuova rete idrica anche se poi abbiamo dovuto affrontare l’emergenza del tallio nelle condutture domestiche. Di certo continueremo con i controlli sugli acquedotti in modo accurato».

Asl. Ida Aragona, responsabile del servizio prevenzione Asl 12 Viareggio, invita alla cautela. «Il recente accordo di programma con Regione Toscana e Comune prevede 250mila euro di risorse per l’indagine sanitaria che riguarderà l’intera popolazione di Valdicastello e del centro. Nel frattempo è partita l’analisi dei campioni messi volontariamente a disposizione dai cittadini (urine e capelli), mentre è quasi pronto il progetto di Studio Epidemiologico che deve essere presentato e validato dal Comitato Etico. Dopo questo passaggio si arriverà al campionamento di tutti i residenti e al reperimento dei relativi dati sanitari che verranno incrociati con i risultati delle analisi di cittadini residenti in zone non contaminate – lo stesso sindaco Lombardi che ha chiesto l’esame del capello, ndr - l’indagine riguarderà particolarmente i bambini e gli adolescenti ed i primi riscontri li avremo non prima di 3 mesi. Fino ad allora è azzardato fare previsioni o arrivare a delle conclusioni».

Nuovi controlli. «L’acquedotto di Pietrasanta resta un sorvegliato speciale - afferma l’assessore Italo Viti – Abbiamo infatti deciso un piano di controllo straordinario che per alcuni mesi andrà oltre i controlli di routine. Oltre a questo, la Giunta Municipale ha deliberato uno schema di collaborazione scientifica, che ha come obiettivo lo studio sull’idrostruttura del bacino del Baccatoio e sulle cause della contaminazione da tallio».

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