Il Tirreno

Versilia

Dinelli: il problema non sono io

L’imprenditore edile chiede conto a Romeo dell’operato della società

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VIAREGGIO. Il commissario prefettizio Valerio Massimo Romeo «è a conoscenza che a seguito del decreto ingiuntivo sono state date direttive per non fare affluire più i soldi sui conti correnti bancari della Viareggio Porto? È a conoscenza che a seguito del pignoramento eseguito dalla Dinelli Costruzioni, sui conti correnti (della Viareggio porto, ndr) sono stati trovati 1.000 euro, nel periodo in cui pagano solitamente tutti i diportisti? È a conoscenza di dove quei soldi siano finiti e come sono stati impiegati, essendoci un creditore pignoratizio?». Stefano Dinelli non ci sta a farsi trattare da nemico della città e dei suoi approdi e si rivolge direttamente al commissario prefettizio, raccontando perché è arrivato a chiedere il fallimento della Viareggio Porto. «A fronte di un debito che si legge essere di quatto milioni e mezzo di euro sembrerebbe che la Dinelli Costruzioni, con il suo credito postergato di 165.000 euro sia l’essenza del problema. Francamente non mi sembra corretto, giusto e rispettoso. Perché non ha fatto nomi e cognomi degli altri creditori pignoratizi?». Ma soprattutto - Dinelli è molto determinato su questo punto - «perché non si fanno nomi e cognomi di coloro che vengono indicati come essere dietro una decisione che era obbligata? Perché si sa come queste persone giustamente reagirebbero?». In attesa delle risposte, Dinelli conclude: «Io continuerò a lottare per i nostri diritti, pur consapevole che in questo Paese gli onesti finiscono sempre contro un muro di gomma e travolti da un mare di fango». (d.f.)

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