Il Tirreno

Versilia

Comune di Stazzema citato in giudizio per i camposanti

Comune di Stazzema citato in giudizio per i camposanti

Sedici cittadini dopo il ricorso al Tar contestano anche in tribunale le somme richieste per le sepolture cimiteriali

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STAZZEMA. Sulle sepolture cimiteriali di Stazzema, antecedenti al 1975, si torna in tribunale. Sedici cittadini hanno infatti trascinato il Comune – di nuovo - davanti al giudice. Ma questa volta si passa al tribunale civile, invece che a quello amministrativo. E l’avvocato che li rappresenta ha chiesto al giudice, oltre che di annullare tutti gli atti con cui l’amministrazione Silicani aveva richiesto il rinnovo dei contratti di concessioni cimiteriali perpetue ante 1975, che vengano restituiti tutti soldi a chi ha già pagato.

Non si tratta di spiccioli. Il Comune di Stazzema ad inizio 2014 aveva incassato circa 600mila euro. Si parla di rinnovi contrattuali – che i cittadini che si sono rivolti al giudice ordinario considerano illegittimi – che vanno nell’ordine di 2.000-2.500 euro. Però c’è chi ha ricevuto richieste di pagamento anche superiori. Il caso più eclatante è a Palagnana, di 24mila euro. Perché talvolta i figli o i nipoti di chi aveva stipulato quei contratto hanno ereditato sepolture e loculi, ed è a loro che il Comune si è rivolto. Tuttavia adesso l’amministrazione dovrà fare i conti con quello che dirà il giudice ordinario.

Intanto Stazzema ha già incaricato un avvocato per difendersi. In realtà, il caso – è bene ricordare - era già stato esaminato dal Consiglio di Stato, a cui aveva chiesto il parere il presidente della repubblica. È a lui che è stata girata la causa, con il ricorso straordinario, dal tribunale amministrativo regionale. Tuttavia il decreto del presidente della Repubblica aveva stabilito che la diatriba non era di competenza del tribunale amministrativo. Oggi la minoranza dei cittadini che si sono opposti a questi rinnovi contrattuali, decisi con delibera dal Comune di Stazzema nel 2008, tornano alla carica con sostanziali richieste. In particolare si chiede appunto che il giudice condanni il Comune di Stazzema alla restituzione del denaro a chi ha già pagato i rinnovi. Rinnovi che come più volte ha sostenuto il comitato che negli anni si è costituito sono “troppo esosi”. E questa è una delle cause per cui i cittadini si sono rivolti al giudice.

Ma l’avvocato ha fatto riferimento anche ad altri tipi di danni. Come quelli subiti da chi non è stato in grado di pagare queste somme ed è stato costretto a rinunciare alle tombe. In totale - secondo i dati forniti dalla minoranza di Stazzema – a fine 2013 il totale delle richieste di pagamento ammontava a oltre 2 milioni e mezzo di euro. Cioè come poco meno della metà del bilancio comunale. Tra chi aveva pagato, chi non ancora, e chi ha deciso di non pagare. Insomma, in ballo c’è molto. Anche se però, nel caso in cui il giudice dia ragione ai cittadini, non è detto che condanni anche il Comune al rimborso. Il che potrebbe mettere in difficoltà il bilancio comunale.

Intanto nella citazione in giudizio l’avvocato ha anche ripercorso le tappe precedenti che hanno portato al parere del Presidente della Repubblica, che ha obbligato i cittadini a rivolgersi come ultima spiaggia e unica alternativa – secondo loro senza valide regioni – al tribunale ordinario. Si tratta di un argomento che non coinvolge solo i cittadini di Stazzema, ma anche quelli dei comuni limitrofi dove sono in diversi ad avere parenti sepolti nell’Alta Versilia.

Tiziano Baldi Galleni

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