Sicurezza
Resta senza contadini e dà in adozione le sue piante di olivo
Massarosa: l’iniziativa di un imprenditore di Piano del Quercione per non abbandonare le colture tradizionali della zona
MASSAROSA. Un grande appezzamento di terreno, terrazzato ad olivo. Finché c'erano due contadini, a curarlo ed accudirlo, dava frutti e olio a volontà e nessun problema. Ma ora che entrambi non ci sono più, che fare?
Di vendere il terreno non se ne parla, troppi ricordi e sentimenti lo legano a quel posto. Di lasciarlo marcire trasformandolo in uno dei tanti terreni in abbandono non se ne parla.
Così Alessio Bartolini si è inventato di affidare le singole piante a chi ha la passione e il tempo di curarle. L'appezzamento in questione è a Piano del Quercione, con accesso sulla Sarzanese: è il terreno che si arrampica su per la collina, poco dietro il viadotto della Bretella, di fianco all'azienda agricola Campo Romano.
Non è un terreno qualsiasi. E' anzi famoso in tutta la Toscana e forse anche fuori, visto che proprio lì, sul viale d'accesso al podere, accanto a quella che era la vecchia "casa colonica", si trova il famoso Olivo Millenario, oggetto di visita di curiosi e scolaresche.
Lì, oltre a campi coltivati ad ortaggi e fiori ci sono piante di olive, tante piante di olive, circa 1300. Fino a qualche anno fa Alessio Bartolini aveva due contadini che gestivano l'oliveto e la raccolta. Poi, con l'età, entrambi hanno dovuto abbandonare, e Alessio si è ritrovato da solo con questo immenso appezzamento di terreno.
Di fronte alla scelta se vendere o dare in gestione il campo, oppure lasciare che le erbacce se lo divorassero, Alessio si inventa un terza opzione. Su Facebook, al bar, mette in piedi un passaparola. «In sostanza ho proposto a chiunque abbia passione, voglia e tempo di dedicarcisi - spiega - di prendere in affidamento, in adozione, anche solo qualche decina di piante. Chi le prende in cura se le pulisce, pensa alle reti, al raccolto. E in cambio si prende l'olio prodotto dalle "sue" piante».
Dei 1.500 alberi di olivo sono circa 500 quelle che Alessio darebbe in gestione (tecnicamente, in affitto per una cifra simbolica). Una pianta, in media, produce da uno a tre litri d'olio. «Qualcuno si è già fatto avanti. Certo si tratta di un grande impegno. Non è un attività che fa diventare ricchi. Ma assicura la soddisfazione di portarsi in tavola dell'olio sano e prodotto da un albero che si è curato ed accudito tutto l'anno. In più fa bene alla salute. Anziché sudare in palestra si sta all'aria aperta e si fa tanto, ma tanto movimento».
Chi volesse farsi avanti, anche solo per "gestire" qualche alberello, può contattare Alessio per mail all'indirizzo alessiosalimbeni@yahoo.it.
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