Il dolore
Luca Poletti si candida «Ma serve un altro Pd»
Confermata la disponibilità a scendere in campo con il sostegno delle liste civiche e del suo partito al quale però chiede meno divisioni e più apertura alla città
VIAREGGIO. Il suo più che un «mi candido» è uno «sto per candidarmi». Ma rispetto all’annuncio della «disponibilità a mettersi al servizio della città», come l’aveva definita lo scorso 4 febbraio nel giorno della sua “discesa in campo”, c’è una differenza: amici e nemici sono venuti allo scoperto e alla fine i primi devono aver pesato più dei secondi. Per questo Luca Poletti, presidente di Cna, torna nuovamente ad annunciare l’intenzione di essere il candidato delle associazioni, delle liste civiche, della città che guarda al centrosinistra per la non facile impresa di traghettare Viareggio fuori dal dissesto. E naturalmente anche il candidato del Pd viareggino - come vorrebbe il commissario del partito, Giuseppe Dati - che nelle ultime settimane, dopo l’annuncio di Poletti, era stato in grado di ritrovare una pur parziale unità solo nel contestare la sua candidatura.
Nel frattempo non è che i democratici del “documento dei quaranta” (i 40 iscritti al Pd che contestavano la candidatura Poletti) abbiano individuato una linea comune alternativa al presidente di Cna. Le ipotesi che intendono portare al tavolo della trattativa con Dati sono addirittura tre. Quelli dell’ex sindaco commissariato Leonardo Betti, del presidente del consiglio provinciale Andrea Palestini (già candidato sindaco alle comunali del 2008 contro Luca Lunardini) o di Stefano Maestrelli, dirigente Asl e storico esponete del partito a Viareggio. Senza contare il quarto nome in ballo da qualche settimana: Giorgio Del Ghingaro, ex sindaco di Capannori proposto per il ruolo di primo cittadino a Viareggio da Rossella Martina (esponente della lista civica Viareggio Tornerà Bellissima) e sponsorizzato tra alcuni “big” del Pd come la senatrice Manuela Granaiola.
Poletti si era preso due settimane di tempo per sciogliere le riserve sulla sua candidatura. Ci ha messo un po’ più di tempo ma lo ha fatto.
«Ho deciso di sciogliere la riserva e rendermi disponibile per un'eventuale candidatura a sindaco di Viareggio - scrive - Al momento è solo una disponibilità, un mettersi al servizio, in quanto dovrò verificare con i soggetti a cui mi rivolgo una loro adesione piena e condivisa. Durante la prima fase di confronto con le diverse realtà che rappresentano la città, ho riscontrato ampia condivisione sul percorso da intraprendere e sulle priorità con cui impostare il programma.Legalità, sicurezza e decoro; gestione trasparente e rigorosa del bilancio comunale; uscita dal dissesto; amministrazione efficiente e al servizio della comunità; sviluppo economico e lavoro; nuove politiche sociali considerando le risorse disponibili. E, soprattutto, una squadra di governo coesa e competente».
«Ora dobbiamo chiedere a settori importanti della città di mettersi in gioco con energia - dice Poletti - In questo contesto, i partiti tradizionali sono chiamati a fare un piccolo passo indietro proprio per la necessità di un coinvolgimento più ampio possibile delle diverse realtà cittadine. Per questo il mio progetto prevede un'alleanza di governo dove il Pd si apre alla partecipazione della società, alle liste civiche e alle diverse sensibilità politiche del centrosinistra. Senza il Pd e, dunque, senza un forte sostegno della Regione e del Governo, Viareggio non ce la può fare. Allo stesso tempo, però, abbiamo bisogno di un nuovo Partito Democratico, dove le esasperate logiche correntizie lascino lo spazio all'apertura e alla collaborazione con la città perché ancor prima di ogni posizione e rivendicazione personale vengono Viareggio, i suoi cittadini, la sua rinascita».
Valentina Landucci
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