Sicurezza
Dietro il sorriso di Andrea un tragico progetto di morte
Oggi i funerali di Maria Palmerini e del figlio che l’ha uccisa e poi si è suicidato Increduli gli amici e i conoscenti: «Era una persona solare, con lui si stava bene»
CAPEZZANO PIANORE. Sentirsi un fallito, non avere più speranza al punto da trovare il coraggio di rinunciare al futuro. E forse essere anche un po’ stanco di dover fingere, con gli amici, l’ex fidanzata, i colleghi di lavoro una serenità svanita da tempo. Di dover nascondere quel malessere tanto profondo da dare il coraggio di imbracciare un fucile e sparare prima contro la propria madre poi contro se stessi.
Possiamo solo immaginare i pensieri che devono aver agitato la mente di Andrea Bresciani, il cinquantenne di Capezzano Pianore che sabato ha imbracciato il fucile e sparato contro la madre, Maria Palmerini. E dopo quasi due ore, come hanno ricostruito gli inquirenti anche sulla base dell’esame dei corpi effettuata dal medico legale, ha di nuovo preso in mano il fucile rivolgendolo contro se stesso.
A distanza di quattro giorni dalla scoperta dei corpi in un lago di sangue nella villetta di Andrea e Maria in via Cannoreto chi conosceva e frequentava il portiere d’albergo ancora non sa darsi una spiegazione dell’accaduto. Certamente premeditato visto che l’uomo aveva annunciato le sue intenzioni in un biglietto, ritrovato troppo tardi, all’interno di un borsone lasciato a casa dell’ex fidanzata e degli amici venerdì scorso.
Sia i titolari della palestra Dinamic Center, che frequentava anche 4-5 volte la settimana, che gli amici e i conoscenti mai avrebbero immaginato per lui e per la madre questa fine. «Era una persona solare – dicono di lui quelli che lo frequentavano, tra questi i suoi amici anche della palestra - Non ci saremmo aspettati che potesse compiere un gesto simile, non ha lasciato intravedere nulla, né tantomeno si è mostrato triste, anzi era una persona con la quale si stava bene insieme». Come pure anche il titolare dell’hotel Capri a Lido di Camaiore, dove lavorava per la stagione, ha di Andrea un buon ricordo.
Nei suoi progetti c’erano stati anche quelli di provare una esperienza all’estero, dove ci avrebbe voluto portare anche la madre, per non lasciarla sola, ma evidentemente anche questa opportunità non è andata a buon fine, ed allora è rimasto in Versilia. Dove ad aspettarlo, però, c’era quella che in molti hanno definito la causa scatenante della follia: la casa della sua famiglia all’asta e l’inevitabile quanto prossimo obbligo di lasciarla ai nuovi proprietari. La viletta era finita all’asta proprio venerdì, il giorno in cui Andrea scrive e consegna agli amici, nascosto tra i vestiti, il suo addio. In quel momento deve essere scattata nella sua mente la determinazione a compiere un gesto tanto assurdo, quanto improvviso, che ha lasciato tutti coloro che lo conoscevano, senza parole.
Stamani Andrea e sua mamma Maria se vanno insieme, come insieme hanno vissuto tutti questi anni. Dopo la ricognizione sui corpi effettuata all'obitorio dell'ospedale Versilia il tribunale ha dato il via libera ai funerali che si svolgeranno nella chiesa di Capezzano alle 10 (curati da Matteo Ratti per la Misercordia di Camaiore). Ci saranno i familiari e gli amici con i quali aveva condiviso tanti momenti felici e ai quali, raccontano, Andrea non aveva lasciato intuire niente del suo malessere.
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