Il Tirreno

Versilia

Carnevale: oltre 100 firme per il manifesto anti Pozzoli

Il pubblico del Carnevale di Viareggio in piazza Mazzini
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Il pubblico del Carnevale di Viareggio in piazza Mazzini

Una parte di Viareggio contesta la gestione commissariale della Fondazione. Sabato 28 la consegna del documento di fornte a Palazzo delle Muse, lo slogan sarà: riprendiamoci il Carnevale di Viareggio

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VIAREGGIO. Hanno superato quota 100 le firme del manifesto “Riprendiamoci il Carnevale di Viareggio” promosso nei giorni scorsi da un gruppo di viareggini, tra cui molti ex amministratori del Carnevale o comunque personaggi legati a questo mondo, per contestare la gestione commissariale della manifestazione dal parte di Stefano Pozzoli.

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Un manifesto di critica e di proposta i cui firmatari rifiutano il “bollino” politico che qualcuno ha voluto affibbiare all’iniziativa: «Non è vero che ci sono solo esponenti del centrosinistra tra i firmatari - spiega una delle promotrici, Chiara Sacchetti - Il numero 102, ad esempio è un ex amministratore viareggino di centrodestra, Guido Gemmi». La raccolta delle adesioni intanto continua e domani, oprima dell’ultima sfilata del Cranevale, le firme raccolte saranno consegnate in Fondazione. L’appuntamento è alle 12 di fronte a Palazzo delle Muse. Una consegna simbolica, spiegano gli organizzatori, del documento e dei nomi dei suoi sostenitori ai commissari Pozzoli e Valerio Massimo Romeo.

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Intanto nel dibattito si inserisce anche il contributo di Umberto Guidi, firmatario del manifesto, giornalista «e curioso del Carnevale, fermamente non intenzionato a entrare in politica» come si definisce. In una lettera aperta risponde alle critiche arrivate da Alessandro Santini e Renzo Pieraccini, entrambi ex Fondazione Carnevale. «Ho sempre pensato che il motto "A Viareggio è Carnevale tutto l'anno" non renda giustizia né a Viareggio né al suo Carnevale - scrive - Santini e Pieraccini la pensano in maniera opposta e questo è perfettamente accettabile in democrazia, direi fisiologico e salutare. Sul piano dei dati obiettivi però mi pare difficilmente sostenibile l'idea che si tenta di contrabbandare, secondo la quale andare a organizzare il Carnevale in Quaresima (per 4 quinti) o in primavera avanzata o in estate, o quando volete voi, sia l'unico mezzo a portata di mano per risanare il bilancio. Dopo aver letto qualche bilancio e aver visto alcune sfilate mi sono convinto che il Carnevale costi troppo rispetto alle entrate che è in grado di garantire. Dunque c'è da farlo dimagrire ulteriormente. So che questa è un'idea poco popolare, ma mi sembra più logica rispetto al proposito di dilatare gli incassi con trovate estemporanee tipo l'aumento del prezzo del biglietto, l'introduzione del biglietto per i bambini o le sfilate modello primavera-estate».

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di Redazione web