Sicurezza
Santini e Pieraccini contro il Manifesto dei Cinquanta
VIAREGGIO. Cresce il numero dei firmatari del cosidddetto “Manifesto dei cinquanta”, l’appello lanciato da un gruppo di personaggi legati al mondo del Carnevale di Viareggio che critica molte delle...
VIAREGGIO. Cresce il numero dei firmatari del cosidddetto “Manifesto dei cinquanta”, l’appello lanciato da un gruppo di personaggi legati al mondo del Carnevale di Viareggio che critica molte delle scelte adottate per il presente (ma anche per il futuro) dal commissario Stefano Pozzòli. Scrive Chiara Sacchetti, prima firmataria del manifesto: «Siamo felici di aver raggiunto un obiettivo: quello di suscitare un dibattito in città e non lasciare che tutto venga deciso senza discussione. Le opinioni sono libere e quindi è lecita una visione diversa dalla nostra. Nessuno ha detto però, che il bilancio della manifestazione non vada considerato, rivisto, aggiustato ecc. Possiamo dissentire con le deboli idee di quest'anno? Non ci pare che l'aumento dei biglietti, l'innalzamento della fascia di età per pagare l'ingresso, i due corsi in Quaresima abbiamo portato i frutti sperati. A noi tali provvedimenti non sono piaciuti, come non ci piace l'idea che il carnevale si possa festeggiare in qualsiasi periodo dell'anno».
Ma c’è anche un altro fronte che invece critica le “undici tesi” contenute nel Manifesto dei Cinquanta. Ed è formato da personaggi altrettanto vicini al mondo del Carnevale, anche se di diversa estrazione (soprattutto politica). Fra i primi a schierarsi contro c’è ad esempio l’ex presidente della Fondazione Carnevale Alessandro Santini. Che ritiene inutile quell’appello e che controbatte punto per punto le undici tesi bollandole come «manifesto politico piuttosto che stimolo disinteressato e senza secondi fini» e difendendo per contro le scelte di Pozzoli sia per quello che riguarda ad esempio lo spostamento delle date dei corsi in Quaresima, sia la scelta di un Carnevale estivo a pagamento.
Una analisi dettagliata la fa anche Renzo Pieraccini, che della Fondazione Carnevale è stato vicepresidente proprio durante la gestione Santini. Anche per lui molti dei punti contenuti nel Manifesto dei Cinquanta sono sbagliati. Come nel caso dell’ipotesi di un ripristino del corso del martedì grasso («lo scorso anno ha incassato la metà dei soldi che è costato»), ad un tentativo di slegarsi dai bilanci («è finito il tempo delle "vacche grasse" e i firmatari-amministratori avrebbero dovuto accorgersene. Senza un bilancio sano la manifestazione è destinata a spegnersi in un brevissimo lasso di tempo») o ad un ritorno più marcato alla tradizione («Sì ad un Carnevale al passo con i tempi. Forse per loro Sargentini sarebbe stato un "eretico" quando decise di portare il corso sui viali a mare»).
Il dibattito, insomma, è aperto. Anche se è innegabile qualche contraddizione. Come ad esempio il fatto che in difesa del commissario Pozzòli (nominato da Enrico Rossi, governatore della Toscana) si schirino più esponenti legati al centrodestra che non uomini e donne più vicini al centrosinistra.
Cla.Ve.
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