Il Tirreno

Versilia

Pasquinucci: «Il buco? Non è colpa nostra»

di Claudio Vecoli
Pasquinucci: «Il buco? Non è colpa nostra»

L’ex presidente della Fondazione contesta il commissario Pozzoli: «Se il Comune ci avesse dato quanto promesso, avremmo chiuso in attivo»

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VIAREGGIO. «Se il Comune di Viareggio avesse versato il contributo promesso, il bilancio del Carnevale 2014 sarebbe stato in attivo di oltre 100mila euro». A rivendicarlo è l'ex presidente della Fondazione Stefano Pasquinucci che, numeri alla mano, replica al commissario straordinario Stefano Pozzòli riguardo al (presunto) buco di oltre 1 milione e mezzo di euro nei conti dell'edizione scorsa. Una cifra, quella ipotizzata nei giorni scorsi dall'attuale numero uno di Palazzo delle Muse, che Pasquinucci contesta. E non da solo, visto che alla conferenza stampa organizzata ieri al suo fianco siedevano anche Gualtiero Lami, Cristiana Gemignani, Enrico D'Alessandro e Lorenzo Mazza, tutti ex consiglieri della precedente Fondazione.

Due sono i punti su cui Pasquinucci insiste più di tutto. Il primo riguarda appunto l’entità del buco. «Secondo quanto sostiene il professor Pozzoli - spiega - noi avremmo lasciato un buco nel bilancio del Carnevale anche se ci fosse arrivato per intero il finanziamento comunale di 1 milione e 400mila euro che ci era stato promesso dall’amministrazione Betti. Ebbene, se andiamo a vedere il bilancio programmatico che proprio il professor Pozzoli ha firmato ci si accorge che la differenza fra i costi (4 milioni e 574mila euro) e i ricavi (3milioni e 583mila euro) è di 991mila euro. Questo significa che se il Comune di Viareggio ci avesse regolarmente versato il contributo previsto e non solo i 233mila euro che in realtà abbiamo avuto, i nostri conti si sarebbero chiusi con un attivo di 176mila euro. Se il bilancio 2014 è stato chiuso in rosso è solo e soltanto perché ci è mancata l’entrata che al momento di metter giù il bilancio ci era stata garantita».

A Pasquinucci, poi, non sono piaciute le dichiarazioni del suo successore che denuncia maggiori spese per 649mila euro rispetto a quelle messe in preventivo. «Se andiamo a vedere da cosa dipendono quelle maggiori spese, le voci più consistenti riguardano 366mila euro di spese legate a contenziosi legali che proprio Pozzoli ha deciso di sostenere e mettere a bilancio per recuperare ad esempio le spese della polizia municipale o recuperare i soldi del contributo comunale. Soldi che fra l’altro, visti i tempi della giustizia civile e le condizioni finanziarie del comune di Viareggio, la Fondazione non vedrà mai».

Pasquinucci non vuole poi vedersi attribuite anche altre spese comparse a bilancio alla voce “costi”: «Fra le maggiori uscite che Pozzoli ci contesta come se avessimo speso noi per colpa di una gestione allegra, ci sono ad esempio i 132mila euro che ci sono stati richiesti dalla Sea per spese di pulizia relative al biennio 2009-2010 per le quali noi non ci entriamo niente. Le vere spese in più relative alla nostra gestione sono semmai i 32mila euro di spese per la Siae: ma questa maggiore spesa è dovuta agli incassi record che abbiamo fatto registrare lo scorso anno. Per Pozzoli è forse una colpa, questa?»

Altra questione che non è andata giù a Pasquinucci è legata ai 240mila euro che Pozzoli attribuisce a manifestazioni svoltesi alla Cittadella. «In realtà quella cifra è legata al pagamento delle polizze di assicurazione, al canone di concessione che la Fondazione deve pagare al Comune per la Cittadella e per la manutenzione straordinaria di cui la Fondazione deve farsi carico in base ad una convenzione capestro che ci siamo trovati sulle spalle».

L’ex presidente della Fondazione Carnevale aggiunge poi che queste puntualizzazioni si sono rese necessarie in seguito all’intervento di Pozzoli. «Io non avevo alcuna intenzione di intervenire sui conti del passato. E a maggior ragione adesso che siamo ancora in pieno Carnevale. Purtroppo certe dichiarazioni che mi sono sembrate anche intempestive mi hanno costretto a fare chiarezza». Una chiarezza che Pasquinucci vuole estendere anche alle sue eventuali ambizioni politiche. «Poiché qualcuno ha pensato che questo mio intervento sia legato a questioni elettorali, voglio sgombrare il campo da equivoci confermando di non avere alcuna intenzione di candidarmi alle prossime elezioni».

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