Il dolore
Le aste sui bagni? Un mostro giuridico
Il sindaco di Forte dei Marmi è intervenuto ieri al convegno su concessioni e criminalità organizzato da Balnearia
FORTE. Le aste per riassegnare le concessioni demaniali, così come sono proposte oggi dalle bozze governative in circolazione, sono impraticabili.
E Umberto Buratti, sindaco e balneare del Forte lo sottolinea bene, sillabando proprio la parola “im-pra-ti-ca-bi.li“, suscitando l’applauso della platea di “Balnearia” il salone dedicato al turismo e alla balneazione in corso a Carrara Fiere, durante il convegno “Legalità e sviluppo sostenibile delle imprese turistiche e ricettive” svoltosi lunedì pomeriggio a Marina.
«Tralasciamo per un attimo la questione sull’opportunità delle evidenze pubbliche per riassegnare le concessioni in ossequio alla direttiva Bolkenstein, ma è chiaro e lampante – ha dichiarato il sindaco del Forte - come l’evidenza pubblica sia – oggi – assolutamente impraticabile a causa dell’assenza di criteri certi, così come di una metodologia altrettanto carente che metterebbe alla corda per primi gli uffici comunali al demanio che dovrebbero svolgere le famose aste e che aste non saranno in concreto. Su cosa, mi chiedo, dovremo basare la scelta di chi gestirà uno stabilimento balneare o una concessione demaniale qualsiasi? – ha continuato Buratti. Forse sul canone? Questo non potrà avvenire – ha proseguito – perché in caso di gara, i soldi ergo il canone non potrà essere una discriminante, in quanto fissato per legge. E allora cos’altro dovremo controllare in competizione sempre tenendo conto di criteri che, per definizione, devono essere certi? La progettualità o magari l’attività da svolgere nella concessione? Anche in questo caso andremo poco lontano. Infatti – ha spiegato – non è un criterio un progetto che contempli nuove strutture, dovendo quest’ultimo attenersi rigorosamente ai Piani urbanistici comunali, che, giusto per fare un esempio, nello specifico di Forte dei Marmi prevedono solo lo schema tipo di casa di guardianaggio e delle cabine parallele al mare; e non lo è neppure l’attività, perché i regolamenti prevedono per quelle strutture lungo via Arenile solo la balneazione e la ristorazione di supporto. Quindi cabine a tre piani e supermercati non potranno essere offerte che daranno meriti e punti. E allora il metro di giudizio dovrà forse essere la simpatia del proponente?
«Non scherziamo! – continua Buratti - perché proprio questa grave assenza di criteri certi determinerà l’avvio certo di un contenzioso da parte di tutti partecipanti. Si pensi soltanto a Forte dei Marmi: cento concessioni di stabilimenti balneari, quattrocento concessioni demaniali in tutto che potrebbero far scaturire una cifra a tre zeri di ricorsi certi presso il TAR di competenza. Laddove le norme non sono inequivocabili il ricorso è certo, come sicuro sarebbe il blocco di fatto degli uffici giudiziari per smaltire queste pratiche. E grave sarebbe anche la situazione di chi comunque si vedrebbe assegnare la concessione sub-judice, che poi vorrebbe dire gestione provvisoria senza investimenti e passione imprenditoriale. Il tutto senza contare – ha sottolineato Buratti – come hanno sottolineato i tanti esempi portati proprio al convegno di Carrara sulla legalità e la sostenibilità, che l’incertezza di come applicare le regole porterebbe al lievitare di tante situazioni equivoche e poco trasparenti. Pertanto – ha proseguito ancora il sindaco del Forte – e lo dico anche per i miei funzionari comunali che potrebbero trovarsi presto a dover far fronte alle evidenze pubbliche delle concessioni è indispensabile che il Governo definisca dei criteri nitidi e applicabili. Non bizantinismi o assurdità. Qui non si tratta, infatti, di assegnare tratti di spiaggia libera, ma tratti di demanio sui quali insistono da decenni aziende importanti create da terzi. Da qui – ha concluso Buratti- la necessità di muoverci in un quadro normativo chiaro e preciso in ogni singolo dettaglio».
Una delle ultime proposte che gira fra Roma e la Versilia è la possibilità – già ventilata – di vendere ai concessionari la parte di spiaggia delle cabine.
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