Il Tirreno

Versilia

Telefonate hard, trentenne nei guai

Telefonate hard, trentenne nei guai

Denunciato per molestie: chiamava anche di notte la bella commerciante di cui si è innamorato

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VIAREGGIO. Innamorato pazzo. Al punto da telefonarle tutti i giorni e tutte le notte, anche più volte, per chiederle di potersi incontrare. Telefonate anonime, effettuate da un cellulare, che alla fine lo ha tradito. Per questo, con l’accusa di molestie, è stato denunciato dalla polizia un trentenne viareggino che ha perso la testa per una bella commerciante.

Lei, trentottenne lucchese, gestisce in Versilia un esercizio commerciale. Un luogo aperto al pubblico dove ogni giorno incontra tantissimi clienti, tra i quali quello che per settimane è diventato il suo persecutore telefonico.

La donna si è rivolta alla questura, denunciando il fatto che da giorni e giorni veniva disturbata al telefono, anche di notte, da uno sconosciuto che le faceva avances via via sempre più spinte.

Così sono scattate le indagini, non facili perché la vittima non era in grado di indicare agli inquirenti chi potesse essere il molestatore. Lavorando nel suo locale la donna viene in contatto con tantissime persone e quindi non aveva idea di chi potesse essere quella voce.

Per incastrarlo però non c’è voluto molto. Gli investigatori - ovvero le poliziotte specializzate in questo tipo di reato - studiando i tabulati telefonici, sono arrivati subito a identificare il numero di cellulare da cui partivano le chiamate. Numero che appartiene al trentenne viareggino, il quale però, convocato negli uffici della Squadra Mobile di Lucca, ha sì confermato di essere l’utilizzatore del telefono dal quale partivano le molestie ma ha negato di conoscere la donna.

I poliziotti, per niente convinti di questa versione, gli hanno allora chiesto di mostrare loro il telefono; è stato semplice scorrere la rubrica all’interno della quale era memorizzato il cellulare della commerciante, salvato peraltro significativamente con il nome di battesimo di lei.

Il trentenne è uscito così dal palazzo della questura con in tasca la notifica di una denuncia alla procura della repubblica. In tribunale dovrà difendersi dall’accusa di molestie.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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