Attenzione
Crollano i cavi dal viadotto, paura a Viareggio
L'Anas aveva segnalato segni di cedimento alle imprese che hanno la concessione per la rete a fibre ottiche. Per fortuna nessuno stava passando in quel punto di Torre del Lago
TORRE DEL LAGO. Intorno alle 6,30 di martedì 24 febbraio i grossi cavi delle fibre ottiche che corrono lungo l’Aurelia, all'altezza del viadotto che sovrappassa via Puccini, sono piombati sulla strada che porta al lago, lungo la quale si trova anche una scuola. Solo il caso ha evitato una tragedia: solo un’ora dopo il traffico lungo via Puccini avrebbe portato sicuramente un mezzo a impattare nei cavi che hanno impegnato la carreggiata della strada comunale sottostante per qualche ora, tanto che è stato necessario anche l’intervento della polizia municipale.
Il personale Anas intervenuto sul posto - spiega l’azienda - ha immediatamente allertato le società proprietarie delle fibre ottiche che, sulla base della concessione che ha autorizzato la posa dei cavi, sono uniche responsabili del montaggio, della manutenzione e del funzionamento degli stessi nonché di qualsiasi eventuale sinistro da essi causato.
Le società - annuncia Anas - «hanno successivamente ripristinato la sicurezza dei cavi con un intervento provvisorio (al quale seguirà un lavoro definitivo di ripristino) e la strada comunale è stata riaperta intorno alle 10,30».
La caduta dei grossi cavi sull’asfalto poteva provocare feriti o vittime. Ed è ancora più grave apprendere che «Anas aveva in passato avvisato i gestori in questione del fatto che i supporti delle canaline portacavo davano segni di cedimento».
Cosa è accaduto da questo “avviso” in poi non è dato saperlo: le aziende evidentemente non sono intervenute, altrimenti i cavi non sarebbero piombati a terra; ed Anas ha poi verificato? E se l’incidente avesse provocato feriti o morti, oggi basterebbe ricordare che almeno un avviso era stato diramato?
Anas fa sapere di ritenersi «parte lesa», in quanto accaduto. Proprio perché una volta avuta la concessione sono le società che gestiscono i servizi, che possono essere di varia natura, a diventare responsabili dei cavi. È anche vero che a loro volta le società che ottengono le concessioni possono poi concedere ad altri l’uso delle stesse. E diventa una sorta di domino all’interno del quale ricostruire poi le responsabilità.
Per quanto riguarda ancora l’azienda gestore della rete stradale ed autostradale italiana, è escluso - viene precisato - che la caduta dei grossi cavi possa essere dovuta a problemi del viadotto.
Resta da capire che possa o meno essere aperta un’inchiesta su un evento che solo per caso non ha avuto conseguenze drammatiche.
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