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L’ipotesi Larini scuote il Pd di Forte

L’ipotesi Larini scuote il Pd di Forte

Totosindaco a Forte. E Buratti si lascia andare: «Se fosse possibile un terzo mandato, potrei anche ricandidarmi»

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FORTE. L’aria elettorale di Pietrasanta sembra aver contagiato anche il Forte, che pur lontano dalla scadenza amministrativa (sarà solo nel maggio del 2017, ndr) in questi giorni, vede il ribollire di ipotesi - come altro chiamarle – di candidature. Il fatto interessante è che quasi mai i diretti interessati si sono fatti avanti con un “outing” ufficiale, ma nei corridoi della politica è ormai un vocio continuo. A dare il la è stato, con molta probabilità involontariamente, Fabrizio Larini che ha voluto presentare la sua nuova associazione di imprenditori cittadini. Un’associazione che intende muoversi diversamente e con più pragmatismo dalle altre già in essere, e questo ha indubbiamente attirato attenzioni sull’ex sindaco di Massarosa e presidente della SALT. Se poi si mette il fatto che il centrodestra fortemarmino – che sulla carta è da sempre con i favori del pronostico, nonostante le ultime battute d’arresto elettorale a causa di Buratti - è apparentemente ancora senza un leader con cui scendere in campo, il gioco è fatto. Larini guiderà il centrodestra. E hai voglia che interessato e colleghi della “Forte-Forte” si diano da fare a smentire. E che la cosa sia credibile, almeno sul piano delle chiacchiere da bar, lo dimostra anche il fatto che qualche esponente del centrodestra cittadino sembra sia andato direttamente da Larini a chiedere le sue reali intenzioni. Un centrodestra ancora senza un uomo che possa incarnare come ai tempi di Roberto Bertola una guida sicura per un elettorato che vuole stabilità e mantenimento del prezioso status quo di “perla” vip. I si dice indicano che il giovane Fabio Giannotti – unico personaggio oggi visibile nell’area di opposizione - e che ha sempre avuto buone risultati elettorali, sia ancora “acerbo” e la leadership del centrodestra dovrà conquistarsela sul campo. E allora Larini sarebbe la soluzione bell’e pronta. Ma a sfavore dell’ex primo cittadino di Massarosa ci sono tre cose: la prima che forse la candidatura è solo nelle chiacchiere, la seconda che chi entra Papa in conclave ne esce quasi sempre cardinale (Larini futuro assessore alle attività produttive?) e la terza è che, al Forte, un candidato forestiero (ci si passi l’espressione) in entrambi gli schieramenti non ha mai avuto chance. E sul fronte del centrosinistra? Buratti proprio ieri si è lasciato scappare con gli amici “se ci fosse un terzo mandato, e ciò non mi impedisse di spingermi su Roma non esiterei a ripropormi per la terza volta”, ma nel frattempo culla in grembo la candidatura di Michele Molino. Vicesindaco, figlio d’arte, (seppur diversissimo dal padre Antonio, sindaco per tre volte del Forte tra gli anni ’50-’80), potrebbe essere il prossimo sindaco del Forte: di radici centriste potrebbe avere quelle aperture ai moderati di entrambi gli schieramenti che al Forte contano, piacciono e gli garantirebbero due cose: una certa autonomia (potrebbe proseguire con il marchio “Amo il Forte” anziché finir sponsorizzato dai partiti), e veder tagliate fuori le ali estreme, a destra come a sinistra, che qui ormai sembrano sempre più marginali, elettoralmente parlando. Molto però si deciderà in casa PD: Riccardo Tarabella già vice nel Buratti 1 sembra studiare da sindaco da tempo e la leadership del PD locale potrebbe garantirgli la candidatura; nelle stessa area c’è però anche Bruno Murzi cardiochirurgo di fama mondiale, che ha sempre detto che dopo i 60 avrebbe vagliato la possibilità di candidarsi sindaco, e le ultime mosse pubbliche assieme ad un altro figlio d’arte come Andrea Mazzoni potrebbero sfociare in una lista progressista. E con loro potrebbe saldarsi l’area di SEL ormai lontana dalle rotte centriste dell’Amministrazione Buratti. Tutto qui? No, i grillini non demorderanno e una candidatura ci sarà: che sia Ghiselli capo indiscusso dei Forum? Resta poi solo da vedere se politici dell’esperienza di Vasco Franceschi e Gabriele Monteforte, decideranno di attaccare schede e megafono al chiodo o riprovarci. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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