La manifestazione
Il pm: condannate Castellacci e Varia
Chiesti cinque anni per il dirigente comunale accusato di corruzione e un anno per l’imprenditore (turbativa d’asta)
CAMAIORE. Sono dure le richieste di condanna della Procura di Lucca per il processo sulla corruzione a Lido di Camaiore, nato in seguito a un’inchiesta sulla costruzione del pontile.
Per il dirigente comunale di Camaiore Claudio Castellacci e per il figlio Francesco - originari di Empoli - il pm Fabio Origlio ha chiesto rispettivamente cinque anni e tre anni di carcere con l’accusa di corruzione. Al dirigente Castellacci, in particolare, sono stati contestati presunti favoritismi ai privati nei progetti relativi all’ex area Benelli e Bussoladomani (mai realizzato) e ai poli scolastici di Capezzano e Lido di Camaiore. Favoritismi che sarebbero avvenuti in seguito a compensi di denaro o a incarichi anche tramite la società del figlio, la St Engineering.
Per l’imprenditore Stefano Varia, invece, il pm ha chiesto la condanna a un anno per turbativa d’asta nella vicenda dell’ex area Benelli. «Ma sono fiducioso - afferma Varia - sul fatto che i giudici mi riterranno innocente».
La Procura ha invece affermato che non si dovrà procedere, perché il reato è caduto in prescrizione, nei confronti dello stesso Claudio Castellacci e di Varia per quanto riguarda la vicenda della presunta tangente da 200mila euro, che - secondo l’accusa - sarebbe stata versata al dirigente comunale per la realizzazione del pontile di Lido dalla società Pontile project di Varia e degli imprenditori Giuseppe Bicicchi e Brunello Pardini. Anche per Bicicchi e per Pardini è stata chiesta l’assoluzione. Niente corruzione, quindi, e nemmeno falso ideologico né per Castellacci né per Varia (che non ha commesso il fatto).
Oltre alla vicenda del pontile, erano finiti sotto accusa anche il progetto dell’area ex Benelli, e quello per i poli scolastici di Capezzano e Lido. Per la prima vicenda, a finire sotto accusa è il Consorzio stabile di Milano: il pm Origlio ha chiesto ai giudici del tribunale di Lucca di condannare Lorenzo Scarpellini, dirigente del Consorzio stabile, a tre anni. Per i poli scolastici, nella vicenda è coinvolta la società Unieco di Reggio Emilia: l’accusa ha chiesto tre anni per Luigi Guidetti (dirigente Unieco).
Per quanto riguarda l’affidamento degli incarichi per il verde pubblico, la Procura vuole la condanna di Mario Chiti, imprenditore a due anni, e di Riccardo Chiti, imprenditore, a due anni e sei mesi.
Nel processo è imputata, con l’accusa di peculato, anche la dipendente comunale Barbara Rovai: avrebbe usato il telefono del Comune per conversazioni private. A suo carico l’accusa ha chiesto un anno di carcere.
La prossima udienza è in programma il 25, con le repliche degli avvocati difensori e le eventuali controrepliche dell’accusa. Poi la sentenza, che però difficilmente arriverà in quello stesso giorno: è probabile che si andrà oltre.
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